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Molestie sessuali sul lavoro: vittime due donne su tre

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Molestie sessuali sul lavoro: vittime due donne su tre

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Le molestie sessuali sulle donne al lavoro restano una realtà.

E stando a un’indagine pubblicata recentemente dalle organizzazioni sindacali britanniche TUC, più della metà delle donne intervistate si dicono vittime.

Secondo il sondaggio, le più giovani sono anche le più fragili.

Il documento è stato pubblicato all’indomani dell’inchiesta speciale condotta da euronews su questo problema.

Non è più clemente “il rapporto dell’“Agenzia europea”:https://europa.eu/european-union/about-eu/agencies/fra_it per i diritti fondamentali”:http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-2014-vaw-survey-main-results-apr14_en.pdf, secondo cui una donna su due è vittima di molestie a partire dall’età di 15 anni.

Più siete istruite, più correte rischi

Anche se si può credere il contrario, secondo il rapporto dell’Agenzia europea, sottolinea che il 69% delle donne che hanno conseguito un’educazione superiore hanno subito questo tipo di esperienze, contro il 46% di donne che hanno conseguito solo il livello dell’istruzione elementare-medio.

Joanna Goodey, dell’Agenzia europea: “Sempre più donne conquistano posti di prestigio al lavoro, ma questo le porta anche a confrontarsi e a trovarsi a contatto con un’ambiente fatto di uomini. Se ci si trova a lavorare nell’imprenditoria o nella finanza o si sta per diventare un amministratore delegato di una società, ci si trova in competizione con figure prettamente maschili. Se si lavora a fianco di molti uomini ci sono più rischi di subire delle molestie. Se le donne lavorano invece in settori dove la presenza femminile è più alta, come l’assistenza familiare o ai bambini, allora si è meno esposte al rischio di molestie sessuali, perché non c‘è competizione con l’altro sesso. Tuttavia più si è istruite maggiore è la consapevolezza che certi comportamenti sono inaccettabili. E si è meno disposte a tollerarli”.
L’intera intervista con Joanna Goodey

Qual è la situazione generale in Europa?

E in Italia?

Anche se risale a qualche anno fa, l’ultimo rapporto Istat rileva che le molestie sessuali sui luoghi di lavoro sono un fenomeno rilevante anche in Italia.

Tatiana Biagioni, giuslavorista italiana, precisa che le caratteristiche fondanti la molestia sono indicate chiaramente dalla norma, l’art. 26 del decreto legislativo 198 del 2006: “È necessario analizzare il punto di vista del molestato e non quello del molestatore; è inutile indagare sulla motivazione che spinge un soggetto a molestare: se l’effetto del comportamento è la violazione della dignità di una persona si tratta certamente di molestia”.

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A gennaio Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno siglato un’intesa che recepisce l’Accordo Quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro raggiunto il 26 aprile del 2007 dalle rispettive rappresentanze a livello europeo.

Come contrastare il fenomeno?

Per Tatiana Biagioni “l’iniziativa delle parti sociali è senza dubbio da apprezzare, è una voce che si leva a favore delle vittime di molestie e violenze nei luoghi di lavoro, ma al tempo stesso è necessario che trovino finalmente applicazione anche nel nostro Paese le normative sulla discriminazione di genere e sulle molestie; le leggi ci sono, applichiamole e promuoviamo la cultura del rispetto“.

Come ha ribadito a euronews anche Joanna Goodey “le leggi ci sono applichiamole”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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