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Olimpiadi (e non): il "cupping", antica pratica cinese

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Di Euronews
Olimpiadi (e non): il "cupping", antica pratica cinese

<p>Questo è Michael Phelps e no, non si è tatuato addosso le medaglie vinte alle Olimpiadi: i segni sono quelli di una pratica che non è proprio accettata dalla medicina, e non è vietata. <br /> Si chiama “cupping”, o “coppettazione” e viene dalla Cina, dove se ne hanno tracce già nel II secolo D.C.<br /> Si riscalda brevemente l’aria all’interno di coppette del diametro di cinque centimetri, che poi si appoggiano sulla pelle. Raffreddandosi, l’aria si comprime e produce un effetto di risucchio. </p> <p>“Un atleta può trarre beneficio dal cupping – spiega un’agopunturista – perché smuove il sangue che ristagna nella massa muscolare. Quando ci sono ristagni sanguigni si possono verificare problemi nei movimenti o infiammazioni, e questa pratica aiuta a riportarlo alla superficie cutanea, così si libera il flusso sanguigno che può irrorare meglio il muscolo, che si muove più liberamente”. </p> <p>Sono molti gli atleti che oggi fanno ricorso a questa pratica, per alleviare dolori e affaticamento. Ma non la si usa solo in campo sportivo: anche molti <span class="caps">VIP</span> vi fanno ricorso, comprese alcune star hollywoodiane. <br /> Ma non è una pratica consigliata a tutti: pelle flaccida o troppo delicata, eritemi, screpolature, ferite recenti sono tutte controindicazioni. Ecco: se vi siete chiesti cosa siano quei cerchi sulla pelle di sportivi e non, adesso lo sapete: fanno il “cupping”.</p>