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Rio 2016: Vila Autodromo, una favela rasa al suolo per far spazio ai Giochi

Una nuova casa, segno tangibile della vittoria, anche se amara: Luiz Da Silva vi è entrato da poco, come pochi altri ex residenti di Vila Autodromo a Rio de Janeiro che hanno resistito alla rimozione

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Rio 2016: Vila Autodromo, una favela rasa al suolo per far spazio ai Giochi

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Una nuova casa, segno tangibile della vittoria, anche se amara: Luiz Da Silva vi è entrato da poco, come pochi altri ex residenti di Vila Autodromo a Rio de Janeiro che hanno resistito alla rimozione della loro favela per far spazio alle Olimpiadi.

Luiz e gli altri hanno vinto la battaglia legale ottenendo una ventina di case nuove. Ma nella bidonville vivevano 600 famiglie. “È rimasto soltanto il 10% della comunità”, racconta Luiz. “È stato un trasferimento forzato”.

Da oltre 20 anni le autorità cercavano di rimuovere Vila Autodromo, negli anni ’90 i residenti avevano ottenuto il diritto di utilizzare la zona per 99 anni. Ma con l’assegnazione dei Giochi a Rio l’ipotesi rimozione si è concretizzata.

“Siamo stati picchiati e minacciati”, prosegue Luiz. “Molti atleti si godono la vittoria di una medaglia, ma non sanno che ci sono delle famiglie che soffrono. Per questo dobbiamo sensibilizzarli”.

Tutti gli altri hanno visto demolire le proprie case, in cambio di una compensazione economica o di una sistemazione altrove: al loro posto sono stati realizzati un parcheggio e strade d’accesso al parco olimpico. Per questo attivisti locali li hanno definiti i “Giochi dell’esclusione”.