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Alla scoperta degli ideatori dei robot dello spazio in Canada

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Alla scoperta degli ideatori dei robot dello spazio in Canada

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Jeremy Wilks, euronews: “Space vi dà il benvenuto da Montreal, in Canada. Montreal è famosa per la cultura e per la musica, ma ospita anche i team che controllano i robot che hanno costruito la Stazione Spaziale Internazionale e gli sviluppatori dei rovers per la Luna e per Marte. Li abbiamo incontrati per capire come hanno sormontato la sfida unica di utilizzare robot nello spazio”.

I robot sono compagni fondamentali per gli esseri umani nello spazio, strumenti che rendono possibile vivere e lavorare in orbita. Uno dei più complessi è Canadarm2, sulla Stazione Spaziale Internazionale. I suoi ideatori si trovano a Montreal, all’Agenzia Spaziale Canadese. Queste persone hanno costruito i robot che vivono nello spazio e insegnano ad altri come utilizzarli.

Dalla sua sala di controllo, l’ingegnere delle operazioni Mathieu Caron può guidare direttamente Canadarm2 o dare istruzioni agli astronauti su come pilotarlo: “Fra pochi mesi useremo Canadarm2 per afferrare la capsula per il rifornimento Dragon che non può ormeggiare da sola sull’ISS. Deve sincronizzarsi con la rotta e la velocità della Stazione Spaziale Internazionale e arrivare a dieci metri dalla essa. Gli astronauti useranno Canadarm 2 per portare SpaceX all’interno dell’ISS. Devono essere sicuri di afferrarla velocemente, altrimenti una piccola perturbazione farà deviare il veicolo abbastanza rapidamente”.

Il Canada, partner dell’Agenzia Spaziale Europea dagli anni ’70, ha lanciato il suo primo robot spaziale Canadarm sulla navicella degli Stati Uniti nel 1981.

Stéphane Desjardins, direttore dello sviluppo dell’esplorazione spaziale all’Agenzia Spaziale Canadese: “Fu la Nasa a chiedere di fabbricare un braccio per la navicella spaziale. Fu costruito e concepito in Canada. Dopodiché ogni navetta ha avuto il proprio braccio spaziale che veniva utilizzato nella maggior parte delle missioni. In seguito, quando giunse il momento di realizzare la stazione spaziale internazionale, il Canada propose la costruzione di Canadarm2 per l’ISS”.

Questo braccio e la sua mano robotica Dextre sono fonti di soddisfazione per il Paese.

Chris Hadfield, astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese: “Il Canada ha costruito Canadarm2 il quale costruisce questa stazione spaziale. Ognuno ne dovrebbe essere fiero”.

Ogni astronauta dell’Esa e della Nasa deve esercitarsi con la robotica canadese. Si comincia con un modello della stazione spaziale internazionale e una lezione dell’ingegnere Kumudu Jinadasa: “In questa stanza accogliamo gli astronauti che vengono per usare questi modelli e configurarli. Gli astronauti configureranno ogni rotazione: il rollìo, l’imbardata, il beccheggio. Poi li mettono nella configurazione iniziale, sulla stazione, e tramite il movimento del braccio realizzeranno l’operazione prevista. È importante per evitare collisioni nello spazio. Sia le auto-collisioni tra robot, sia auto-collisioni fra le articolazioni, collisioni con l’attività extraveicolare che sarebbero catastrofiche e anche collisioni con la stazione che potrebbero causare una rapida depressurizzazione provocando una situazione di emergenza molto elevata”.

Mentre continuano le operazioni quotidiane di Canadarm, gli ingegneri dell’agenzia spaziale nazionale si occupano anche dei rover per la Luna e Marte.

Jean-Claude Piedboeuf, direttore tecnologia e scienza per lo spazio all’Agenzia Spaziale Canadese: “Ecco un rover che abbiamo appena concepito con una società canadese. L’obiettivo è vedere se possono essere inviati a esplorare pianeti. Noi puntiamo alla Luna e a Marte, si può vedere che le ruote si adattano. Dobbiamo trovare ruote che permettano di adattarsi e di resistere al freddo, fa -150, -200 gradi Celsius, quindi le ruote in caucciù non funzionerebbero, devono potersi adattare agli ostacoli, devono essere molto resistenti”.

L’obiettivo a lungo termine è montare trapani e strumenti di prospezione sui rover per andare alla ricerca di risorse che potrebbero aiutare l’umanità a sopravvivere nello spazio.

Jean-Claude Piedboeuf, direttore tecnologia e scienza per lo spazio all’Agenzia Spaziale Canadese: “Se si potesse trovare acqua sulla luna, si potrebbe sfruttare e utilizzare la luna come base, generare carburante, ossigeno. Se avessimo l’acqua, ed è dimostrato che ci sono delle tracce, il prossimo passo sarebbe dimostrare di essere in grado di estrarla e fare qualcosa con quantità sufficienti. Sarebbe un tipo di missione possibile che permetterebbe a quel punto di continuare l’esplorazione della luna”.

La storia della robotica spaziale è quella dell’uomo e della macchina che lavorano mano nella mano, ma il futuro potrebbe essere quello di robot autonomi che funzionano a distanza, salvando gli astronauti da compiti rischiosi.

Mathieu Caron, supervisore del controllo delle missioni all’Agenzia Spaziale Canadese: “Ogniqualvolta qualcosa può essere fatto con robot, ci viene chiesto di farlo. Parlo di tagliare o spostare coperte termiche, svitare dei moduli, tagliare una cinghia, anche portare erogatori per pompare carburante nel satellite. Rappresenta davvero una prospettiva promettente per la robotica in futuro”.

Nel lungo termine, il Canada e gli altri partner della Stazione Spaziale Internazionale guardano al di là dell’orbita della Terra.

Stéphane Desjardins, direttore dello sviluppo dell’esplorazione spaziale all’Agenzia Spaziale Canadese: “La prossima tappa sarà quella di andare più lontano. Si parla di una stazione fra la Terra e la Luna. Se si costruisce un laboratorio, una stazione spaziale lì, di sicuro ci sarà bisogno della robotica spaziale”.

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