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I festival sono un business, record di 84 milioni per il Coachella in California

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I festival sono un business, record di 84 milioni per il Coachella in California

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Anche paesini senza alcuna attività produttiva possono avere un periodo di boom economico. Il segreto si chiama: inventarsi un festival.
Lo ha fatto Paloznak, un Comune ungherese sul lago Balaton che ha soltanto 400 abitanti e che da cinque anni ospita il Jazz Picnic.

Un evento unisce la musica jazz al vino. Non a caso, l’organizzatore è un produttore vinicolo.

“Non c‘è alcuna grande città con grossi budget dietro di noi, né alcun istituto politico o sociale che ci finanzi. Il nostro fatturato deriva per lo più dalla vendita dei biglietti e dagli sponsor”, dice l’organizzatore, Szabolocs Homola.

Oltre ai ricavi diretti, bisogna considerare anche l’indotto per chi affitta camere o ha un bar o un ristorante.
Risultato: tutti quelli che possono vendere qualcosa in paese sono contenti.

“I prezzi delle case sono saliti, c‘è molta più gente che viene a visitare il villaggio – dice il sindaco Ákos Czeglédy -. Chi ha un’attività che offre servizi, i produttori e anche gli agricoltori traggono indirettamente profitti dall’evento. È necessario prenotare una stanza almeno sei mesi in anticipo”.

Dai tornei del castello medievale alle sagre di gulash fino alle degustazioni di vino: i festival d’estate fioriscono come funghi. In Ungheria ne esistono più di 8.000 e oltre un terzo raggiunge diecimila visitatori.

Ma chi sono quelli più ricchi? Sicuramente quelli musicali. La California sbaraglia tutti con i primi tre eventi più redditizi: il Coachella ha un fatturato di oltre 84 milioni di dollari, Outside Lands fa ricavare agli organizzatori oltre 24 milioni e Stagecoach quasi 22 milioni.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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