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Turchia: nuove polemiche e minacce del presidente Erdogan

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Turchia: nuove polemiche e minacce del presidente Erdogan

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Recep Tayyip Erdogan chiede scusa ai turchi. Ma lo fa alla sua maniera. In questo caso per non essere stato capace di vedere il vero volto del clerico Fetullah Gülen, che il presidente accusa di essere dietro il tentato golpe del 15 luglio. E lo ha fatto in un meeting con alcuni religiosi ad Ankara.

Così Erdogan: “Ho aiutato personalmente Gülen a organizzare la sua struttura nonostante le divergenze credendo che avremmo potuto essere d’accordo sulle questioni basiche”.

Erdogan ha minacciato chi continua a seguire quello che è ormai diventato il nemico pubblico numero uno in Turchia. Una relazione deterioratasi dal 2013.

Ha continuato il presidente: “Quelli che continueranno ad ascoltare gli inganni di questo ciarlatano, capo terrorista rifugiato in Pennsylvania, dovranno accettare quello che potrà loro accedere a partire da adesso”.

Più che una minaccia, una promessa. Erdogan, dopo il fallito golpe costato la vita a 265 persone, ha fomentato purghe che hanno portato all’arresto di migliaia di civili e soldati. Gülen, dagli Stati Uniti dove è esiliato e rifugiato, ha invece risposto che lui non ha nulla a che fare col golpe e che Erdogan è rimasto avvelenato dal potere.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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