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Venezuela: primo OK a referendum destitutivo, ma ora tempi strettissimi

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Venezuela: primo OK a referendum destitutivo, ma ora tempi strettissimi

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L’opposizione venezuelana ha passato il primo scoglio per il referendum volto alla destituzione del presidente Nicolas Maduro: benché il governo contesti la validità di parte delle firme e dell’intera procedura, i movimenti anti-chavisti riuniti nel Tavolo dell’Unità Democratica sono riusciti a raccogliere il milione di firme previsto dalla legge, ed è stato il Consiglio Elettorale Centrale a certificarlo:

“In tutti i 24 Stati è stato raggiunto il requisito dell’1% di voti validi, e la certificazione sarà estesa dalla segreteria”, ha detto la presidente del Consiglio Elettorale, che ha fatto riferimento anche alla verifica delle firme contestate dal governo.

E per il governo è tra l’altro la motivazione stessa del refrendum a rendere caduca tutta la procedura:
“Il referendum destitutivo è legalmente morto perché non si può costruire nulla su questa base che è profondamente fraudolenta”, ha detto un esponente della maggioranza socialista.

Il problema per l’opposizione è che, approvata la prima fase, non c‘è ancora una data per il varo della seconda, nella quale si dovranno raccogliere le firme del 20% degli iscritti nelle liste elettorali. Se Maduro cadesse quest’anno si ricorrerebbe a un nuovo voto, altrimenti verrebbe semplicemente sostituito fino a fine mandato dall’attuale vice-presidente.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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