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Rio 2016: rafforzata sicurezza alla frontiera fra Brasile, Paraguay e Argentina

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Rio 2016: rafforzata sicurezza alla frontiera fra Brasile, Paraguay e Argentina

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Una famosa destinazione turistica, ma anche una via del traffico di armi e di droga, Foz de Iguaçu, in Brasile, è particolamente sorvegliata a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi nel timore di attacchi terroristici. I controlli sono stati rafforzati alla frontiera con Paraguay e Argentina, dove circolano migliaia di persone al giorno.

“C‘è un’indagine in corso sulla provenienza delle armi – spiega Fabiano Bordignon, capo della stazione di polizia di Foz de Iguaçu – la maggior parte non è prodotta in Brasile, proviene da Paesi produttori come gli Stati Uniti, attraverso il Paraguay. Dobbiamo sviluppare partenariati con quei Paesi per impedire l’ingresso di armi in Brasile”.

Il mese scorso le autorità brasiliane hanno arrestato 12 persone sospettate di sostenere l’Isil, sotto una nuova legge anti-terrorismo che facilita la condivisione di informazioni con altri Paesi.

Abdo Nasser Elkhatib, imam della moschea locale, garantisce cooperazione: “Se ci imbattiamo in persone sospette che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza del Paese – non importa a quale religione appartengano, quale sia la loro origine o i loro colore – noi dobbiamo prendere le misure necessarie e denunciarle alle autorità”.

Il timore che la zona possa essere un centro di finanziamento e di accesso per terroristi è emerso dopo che essa è stata ricollegata a due attentati compiuti negli anni ’90 a Buenos Aires e attribuiti a Hezbollah.

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