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Francia: controllo più stretto dei finanziamento all'Islam

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Francia: controllo più stretto dei finanziamento all'Islam

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In una Francia in stato d’emergenza, riesplode l’annoso dibattito sul finanziamento alle moschee, poco trasparente.

Dopo il premier Manuel Valls, anche il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha confermato la creazione della Fondazione delle opere dell’Islam.
Organismo che in realtà esiste dal 2005, quando venne creato da Dominique de Villepin e che aveva come fine quello di raccogliere fondi destinati alla costruzione delle moschee.

Bernard Cazeneuve:
“Non c‘è posto in Francia per chi predica odio nelle moschee o nelle sale di preghiera senza rispettare i principi della repubblica.
Penso ad esempio al principio d’uguaglianza tra uomini e donne”.

Nell’ambito dello stato d’emergenza, la République ha chiuso negli ultimi mesi una ventina di moschee e sale di preghiera, mentre sono stati emessi 80 provvedimenti di espulsione e altri 10 sono attualmente in esame.

Se da un lato si vuole controllare meglio il flusso di finanziamenti che arrivano dall’estero all’Islam di Francia, (i finanziamenti pubblici a qualsiasi religione sono vietati in Francia da una legge del 1905), dall’altro si vuole stringere un patto con i fedeli di quella che è la seconda fede professata oltralpe.

Stando a un rapporto di una commissione d’inchiesta del senato francese, di inizio luglio: tre Paesi in inviano in Francia imam: 151 la Turchia; 120 l’Algeria e 30 il Marocco.
Sono invece 2500 le moschee finanziate dai Paesi terzi.

Stando sempre al rapporto della commissione d’inchiesta del senato, il Marocco ha inviato, per il 2016, 6 milioni di euro, l’Arabia Saudita ha versato dal 2011 poco meno di 4 milioni di euro.

Negli ultimi 4 anni, il numero di moschee che si sono radicalizzate sono più che raddoppiate, passando da 44 a 89. Mentre sono 41 le moschee a rischio contagio dell’islam più rigororoso.

Nelle intenzioni del governo di Parigi la volontà di una formazione più rigorosa degli imam d’oltralpe.

Resta il fatto, che il processo di radicalizzazione dei musulmani di francia avviene anche fuori dai luoghi di culto.

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