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I Rencontres di Arles celebrano Don McCullin: "qui le foto che i giornali non vogliono più"

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I Rencontres di Arles celebrano Don McCullin: "qui le foto che i giornali non vogliono più"

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Tradizionale appuntamento estivo con i Rencontres di Arles, città del sud della Francia dove si tiene ogni anno uno dei più importanti happening del mondo della fotografia. In questa edizione un posto d’onore è riservato a Don McCullin, testimone delle guerre di fine XX secolo.

“La fotografia – dice il direttore artistico Sam Stourdzé – racconta il mondo con voci differenti. Si passeggia da un soggetto all’altro”.

E ancora: “il nostro pubblico visita una ventina di luoghi sparsi in città. Siamo alla chiesa di Sant’Anna, che ci viene concessa durante l’estate. Qui abbiamo il grande Don McCullin, uno dei più importanti fotografi di guerra del XX secolo, per una mostra molto paritcolare, visto che c‘è di tutto…tranne la guerra. In effetti la troviamo nelle vetrine, attraverso le pagine delle riviste. Mentre sui muri abbiamo un centinaio di foto che mostrano il lavoro che viene prima e quello che viene dopo. E, soprattutto, che per Don McMullin l’idea del conflitto è permanente”.

Per le strade di Arles si vedono macchine fotografiche di ogni genere e per tutti i livelli. Più di 13.000 professionisti sono accreditati. Gli appassionati hanno a disposizione 3.500 foto distribuite in varie esposizioni.

E, andando in giro, ci si può imbattere in dibattiti e incontri, come quello con Seamus Murphy, che ha illustrato il lavoro compiuto con la cantautrice PJ Harvey.

“Ho incontrato Pj Harvey, ha visto – racconta – il mio lavoro in Afghanistan e le è piaciuto e ha voluto che facessi alcune fotografie per l’album che stava realizzando, Let England shake. Così poi ci siamo messi assieme a lavorare su questo progetto, filmando qualcosa per il suo ultimo album. Abbiamo deciso, stavolta, di lavorare insieme fin dall’inizio”.

Fotografo e musicista sono stati insieme in Afghanistan, a Washington e in Kosovo. Ne è venuto fuori un progetto, che diventerà presto un documentario, intitolato The Hollow of the Hand.

“In Kosovo ero stato alla fine degli anni ’90, durante la guerra. Avevo mostrato a Polly alcune fotografie quando ci siamo conosciuti. Era molto interessata a queste foto. Era molto interessata al Kosovo quando ci fu la crisi e l’ha seguita, quando c’era la questione dei rifugiati. Volevamo fortemente andarci”.

Polly Jean Harvey è stata protagonista anche di una performance serale al Teatro antico. Davanti a 2.000 persone, la cantautrice ha letto le sue poesie, accompagnata dalle immagini di Seamus Murphy.

La seconda parte della medesima serata è stata dedicata a Don McCullin. Il fotografo, oggi 80enne, ha coperto innumerevoli conflitti e crisi. Da Berlino al Vietnam, passando per il Biafra e gli homeless. Ha detto che la sua casa è “infestata” da 60.000 negativi.

Al Teatro antico ha raccontato così l’importanza dei Rencontres per mostrare le sue foto: “è l’unico posto dove farlo. I giornali non vogliono più questo tipo di cose. Vogliono fare soldi. Vogliono mostrare la gente che sta bene, le star del cinema, i richhi, i calciatori. Non vogliono queste cose. Non vogliono gente che muore di Aids. Pensano di essersi un po’ ripuliti. Ci stanno facendo un enorme disservizio. Stanno censurando la verità della vita. Stanno seppellendo le tragedie sotto la sabbia, epr non farcele vedere”.

I Rencontres, inaugurati il 4 luglio, andranno avanti fino al 25 settembre.

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