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Volo MH370: le famiglie delle vittime cinesi contro lo stop alle ricerche

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Volo MH370: le famiglie delle vittime cinesi contro lo stop alle ricerche

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Le ricerche cessano, non il dolore e la rabbia dei famigliari delle vittime del volo MH370.

I parenti dei passeggeri cinesi dell’aereo della Malaysian Airlines, che due anni fa si è inabissato nell’oceano mentre volava tra Kuala Lumpur e Pechino, hanno protestato nella capitale cinese contro la sospensione delle ricerche del velivolo annunciata nei giorni scorsi da Australia, Cina e Malesia.

“Dal momento che hanno speso i soldi dei contribuenti cinesi per rappresentarci alle riunioni con le altre delegazioni, devono incontrare anche noi – dice il figlio di una delle vitime – Tuttavia la nostra richiesta è stata respinta. Continueremo a chiedere la riunione perché vogliamo conoscere la verità su quanto si sono detti in quelle riunioni”

Il velivolo, su cui viaggiavano 239 persone (di cui 153 cinesi), era scomparso dai radar l’8 marzo 2014, poco prima di entrare nello spazio aereo del Vietnam.

Le ricerche del volo MH370 non si sono mai fermate e si sono estese su un’area di circa 120mila chilometri quadrati.

A varie riprese alcuni frammenti dell’aereo sono stati ritrovati sulle coste dell’isola della Reunion, della Tanzania e del Mozambico.

Un recente studio basato sulle correnti marine, condotto in Italia dai ricercatori del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, ha identificato un’area in cui sarebbe probabile recuperare altri frammenti dell’aereo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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