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Molestie verbali in pubblico. In Portogallo possono essere un reato

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Molestie verbali in pubblico. In Portogallo possono essere un reato

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A Porto, seconda città del Portogallo, sono molte le donne che si lamentano di essere molestate mentre camminano o passeggiano per strada.

Molestie sessuali verbali

“Vieni a fare un giro con noi, dicono”. Oppure ci insultano con frasi volgari. Cose del genere, è davvero molto sgradevole”, racconta una donna. “Sei sensuale, dicono! Non sai che cosa ti potrei fare. Purtroppo sono molte le donne che si sentono dire frasi del genere.” “Un uomo molto più anziano di me mi ha detto: Vieni qui! Sei eccitante! Vieni a letto con me! Io ho iniziato a correre, perché avevo paura.” “Mi sento imbarazzata, perché a nessuno piace essere aggredita in quel modo da qualcuno che non si conosce. E quando siamo molestate da uomini più grandi è peggio. Fa schifo! Potremmo essere la loro figlia o addirittura la nipote.”

Sono solo alcune delle frasi tipiche dei classici molestatori. Molte donne ci raccontano di essere state vittime di vessazioni negli ultimi mesi, anche se l’articolo 170 del codice penale portoghese relativo alle molestie sessuali è stato modificato un anno fa includendo come la molestia verbale.

Aggressioni verbali, un reato difficile da dimostrare

D’ora in poi chi compie questo genere di reato rischia fino a un anno di carcere o una pesante sanzione pecuniaria. Ma come si fa a provare di essere state vittime di abusi sessuali verbali e come va applicata la nuova legge? Lo abbiamo chiesto a un esperto in diritto penale. “Per ottenere una condanna, bisogna dimostrare che la donna è stata vittima di tale molestia. In secondo luogo dimostrare che le avances erano di contenuto sessuale. Se qualcuno dice che una donna è bella o le fa un complimento sul suo fisico, questo non può essere considerata una molestia sessuale”, ci ha spiegato il Professor André Lamas Leite.

Le donne che abbiamo incontrato non erano a conoscenza della modifica della legge.“Penso che la gente dovrebbe avere maggiori informazioni. Le notizie arrivano a tutti. Non sapevo nulla a proposito”, dice una ragazza.

Intanto le donne sono sempre oggetto di occhiate e i fischi sgradevoli. Commenti come questo “sei veramente calda” in Portogallo non sono penalmente perseguibili dalla legge dal momento che il loro contenuto non è esplicitamente sessuale. Alcuni uomini tuttavia non pensano che frasi del genere siano un crimine ma solo un complimento.

Altro nodo da sciogliere: l’emendamento non è stato adeguatamente spiegato ai cittadini. Diversi media hanno riferito che un commento volto a flirtare con qualcuno poteva essere reato. Una falsa informazione finita sotto attacco dei social media. Anche diversi giuristi hanno criticato l’emendamento ma questo professore di diritto penale ritiene sia necessario anche se ha dubbi sull’applicazione. “Non prevedo molte condanne. Primo perché si tratta di un reato semi-pubblico per il quale si deve presentare una denuncia e la maggior parte delle persone non è consapevole che proposte con contenuti sessuali siano un crimine. Lo considerano come un commento un po’ spinto o un complimento”, ha fatto notare sempre il Professor André Lamas Leite.

Per avere le idee più chiare abbiamo chiesto alle autorità competenti se ci sono già state denunce per questo reato. Purtroppo non si possono fornire informazioni specifiche, come i numeri dei casi di molestie sessuali e abusi verbali.

Prevenire la violenza, i progetti dell’Associazione UMAR

L’organizzazione “UMAR”: https://www.facebook.com/UMAR.Assedio/ per i diritti delle donne è stata la prima a difendere le vittime di abusi verbali sessuali in Portogallo nel 2011. Per loro la modifica della legge non è sufficiente. Gli attivisti vorrebbero che ci fosse una legge unica per tutte le forme di molestia sessuale e non diversi articoli del codice penale o del diritto del lavoro. “Questo emendamento non è sufficiente per proteggere le vittime, in termini di prove del reato. Noi difendiamo chi è vittima di molestie sessuali nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro” , ha sottolineato Tatiana Mendes, attivista.

Modificare la legge non sarà comunque sufficiente a cambiare la mentalità e i comportamenti delle persone. UMAR dal 2008 tiene seminari nelle scuole per educare i bambini contro ogni genere di violenza. “Per trattare questi temi con i ragazzini usiamo l’arte come strumento pedagogico; in questo modo siamo in grado di coinvolgere emotivamente i bambini ed è più facile realizzare cambiamenti nei loro comportamenti e atteggiamenti”. prosegue Tatania.

Un piccolo passo avanti. Secondo gli attivisti dell’Associazione c‘è stato cambiamento nei giovani tra i 12 e i 18 anni. Hanno capito che la violenza, sotto ogni forma, è un reato.

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