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Il silenzio di papa Francesco a Auschwitz

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Il silenzio di papa Francesco a Auschwitz

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Papa Francesco entra a Auschwitz

È il terzo papa a recarsi nei campi di concentramento nazisti.

Dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, anche Francesco ha visitato Auschwitz e Birkenau.

Così come previsto, Francesco non ha pronunciato alcun discorso, ha voluto invece raccogliersi in silenzio per ricordare le vittime della “soluzione finale”.

Più di un milione di persone, la maggioranza ebrei, morirono a Auschwitz e Birkenau.

Blocco 11 di Auschwitz

Francesco si è recato anche al blocco 11 di Auschwitz, l’unità di tortura dove 75 anni fa, il 29 luglio del 1941 morì padre Massimiliano Kolbe, che offrì la propria vita in cambio di quella di un padre di famiglia.

La visita del papa rientra nell’ambito delle Giornate mondiali della gioventù che si tengono a Cracovia fino a domenica. Nel quadro delle adunate giovanili ha incotrato anche i vertici dello Stato. È a Birkenau che ha stretto la mano alla premier Beata Maria Szydlo e poi ai superstiti dell’Olocausto, con cui ha scambiato parole di amicizia e speranza.

Uno dei sopravvissuti alla Shoah ha donato una candela a Francesco, con cui il pontefice ha acceso una lampada davanti al muro della fucilazione di Auschwitz.

Altro momento di grande intensità e raccoglimento è stata la preghiera nella cella dell’oggi santo Kolbe.

Francesco arriva a Birkenau

Dopo Auschwitz, Bergoglio si è recato a Birkenau, il campo soprannominato Auschwitz II.

Il salmo 130, il de profundis della tradizione cattolica, è stato cantato da un rabbino e poi letto da un prete polacco.

Bergoglio ha incontrato i 25 giusti delle nazioni, persone, che mettendo a rischio la propria vita, hanno aiutato gli ebrei sotto il nazismo.

Guardando lontano, Francesco si è lasciato alle spalle i campi di sterminio. Nel pomeriggio visiterà l’ospedale pediatrico di Prokocim, dove è previsto un suo discorso.

Verso le 18 sarà nuovamente con i giovani delle Giornate mondiali della Gioventù per la via crucis.

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