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Il mare scrigno di eterna giovinezza

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Il mare scrigno di eterna giovinezza

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Una giornata di sole è perfetta per un giro in barca e un’ottima opportunità per i biologi marini di raccogliere campioni per il progetto europeo di ricerca in corso. Si concentrano in particolare sulla cosiddetta zona mesofotica del mare – dell’ambiente che si trova cioè al di sotto dei 30 metri di profondità.

Rafael Belda Poveda, tecnico di ricerca biologica, IMare Natural:

“Stiamo cercando invertebrati marini. Questo è un vivaio di mitili e ci immergeremo per cercare le specie che ci interessano. Gli invertebrati posseggono biomolecole che possono essere usate nel campo comestico, farmacologico e nutrizionale”

Polipi, spugne e altri invertebrati producono naturalmente tossine per difendersi dai predatori. Gli scienziati pensano che tali composti possano essere usati dagli umani – per rallentare l’invecchiamento della pelle, uccidere cellule cancerogene o curare altre malattie.

Ana Esther Ortiz Maldonado, Oceanografa, Direttrice della produzione, iMare Natural:

“Cominciamo selezionando campioni di invertebrati di piccola taglia, tra i 50 e i 100 grammi, da analizzare in laboratorio. Se questi producono sostanze interessanti, potranno essere coltivati e riprodotti in maniera artificiale, quindi non sarà necessario attingere alla riserva naturale”.

In laboratorio i ricercatori testano metodi ecologici per coltivare in vitro gli invertebrati. Toccherà ai colleghi europei selezionare le specie più adatte alla coltivazione.

Denis Loctier, euronews:
“Cosa farete con i campioni raccolti?”

Ana Esther Ortiz Maldonado, Oceanografa, Direttrice della produzione, iMare Natural:

“Ora che i campioni si trovano nei nostri laboratori possiamo analizzarli per poi inviarli in Francia dove un altro team che è parte del progetto si occuperà test di estrazione biochimici”.

Questi ricercatori hanno sviluppato strumenti innovativi per estrarre i composti chimici dagli invertebrati e per coltivare microrganismi simbiotici che possano produrre molecole anti invecchiamento su scala industriale.

Jamal Ouazzani, coordinatore del progetto Tascmar microbiologo ICSN-CNRS:

“Malattie come Alzheimer, Parkinson e la DMLA (Degenerazione maculare legate all’età), i problemi di artrosi, l’aspetto estetico della pelle. L’anti invecchiamento raggruppa un numero considerevole di effetti e malattie”.

L’obiettivo non è solo trovare nuovi componenti bioattivi – ma è produrli in maniera sostenibile. Gli scienziati suggeriscono di coltivare culture microbiche su minuscoli granuli polimerici invece che su un substrato di gelatina – questo richiede meno solventi e riduce i rifiuti chimici.

Jamal Ouazzani, coordinatore del progetto Tascmar microbiologo ICSN-CNRS:

“Inseriremo delle resine particolari che assorbiranno le molecole che ci interessano. Quindi non avremo più bisogno di estrazioni liquide, useremo giusto un pò di solvente per ottenere ciò che è stato raccolto da queste resine e ciò è prima di tutto economico, ecologico ed efficace”.

Questo progetto continuerà ancora per un paio d’anni, alla scoperta di ciò che può fare bene alla salute e allo stesso tempo al mare”.

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