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Convention democratica e repubblicana. Quanto costano e chi le paga

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Convention democratica e repubblicana. Quanto costano e chi le paga

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Cifre a sei zeri e conti che esplodono, fino alle passate elezioni in parte pagati di tasca propria dagli stessi contribuenti americani. È il salato prezzo delle “convention” che concludono le primarie dei due partiti, formalizzando l’investitura dei rispettivi candidati per le presidenziali. Per le cifre ufficiali si dovrà ancora attendere, ma già le stime sono da capogiro.

Se rispetto agli 81 milioni di dollari investiti dai Repubblicani i 67 dei Democratici possono sembrar pochi, si pensi però che sono già 10 in più del 2012 e ben 50 in più del 2000.

Basta al finanziamento dei contribuenti. Largo ai privati!

Washington finanzia i dispositivi di sicurezza delle città ospitanti con 50 milioni di dollari. Per il resto, l’abolizione delle trattenute volontarie di 3 dollari sulle imposte ha costretto questa volta a esasperare la caccia grossa ai finanziatori privati: Bank of America fra i più generosi con i Democratici, la compagnia di telecomunicazioni AT & T con i Repubblicani.

La cronistoria della trattenuta volontaria sulle imposte in una scheda della CNN

Poveri delegati! Alla convention solo grazie al crowdfunding

Attenzione, però, perché i delegati si pagano invece tutto da soli. E alcuni, quest’anno, hanno fatto addirittura ricorso al crowdfunding. Una cinquantina, secondo il Wall Street Journal, quelli che quest’anno hanno fatto ricorso alla piattaforma GoFoundMe: Secondo lo stesso quotidiano è la prima volta che si ricorre a un simile strumento, ma i conti sono presto fatti: il business delle convention infiamma anche i prezzi e i costi delle stanze d’albergo schizzano in quei giorni fino ai 650 dollari a notte.

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