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Festival Globaltica: world music per aprirsi a culture diverse

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Festival Globaltica: world music per aprirsi a culture diverse

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I suoni della musica proveniente da tutti gli angoli del pianeta.

I suoni della musica proveniente da tutti gli angoli del pianeta. Siamo a Gdynia, in Polonia dove anche quest’anno è andato in scena il festival Globaltica. Gdynia, 250mila abitanti, è situata sulla costa del Mar Baltico, nel nord del Paese, a una ventina di chilometri da Gdansk, città dove Lech Walesa fondò il sindacato Solidarność.

Nagawang Lodup, ex monaco buddista rifugiatosi a Londra a causa della repressione religiosa e artistica in Tibet, ha aperto il festival.

Il cantante e strumentista ha portato in scena canzoni tibetane, tradizionali ma
anche contemporanee. Non sono mancate le performance a cappella, tipiche della cultura nomade della provincia tibetana di Amdo, dove il musicista è cresciuto.

“Questo modo di cantare l’ho imparato fin da piccolo da mia mamma – spiega – quando mi portava sulla schiena mentre si occupava degli yak”.

Il duo composto dalla cantante Çiğdem Aslan e da Tahir Palalı si è esibito in canzoni Alevi originarie dell’Anatolia, in Turchia. L’alevismo, ramo mistico dell’Islam in cui la musica è vista come fondamentale, spesso è vittima di persecuzioni o di tentativi di assimilazione. Per questo – chiarisce al microfono di euronews Çiğdem Aslan – portare in scena questa musica è una sorta di missione, per mantenerla in vita”.

Dieci anni fa Dino Manuelle ha fondato il gruppo ‘Rancho Aparte’ per suonare musica colombiana tradizionale. La loro è musica tradizionale del Pacifico. Loro sono di Chocó, dipartimento incastonato tra la costa pacifica colombiana e i caraibi. Suonano musica tradizionale e folkloristica.

Il nome della band, ‘Rancho Aparte’, proviene da un modo di dire che significa farsi da soli. Lo hanno scelto perché ogni membro del gruppo proviene da esperienze musicali diverse. Vibrazioni positive e spingere la gente a ballare: sono questi i loro due obiettivi.

Ma per Piotr Pucylo, direttore del festival Globaltica non si tratta solo di divertimento: “Da un lato – racconta – vorremmo rappresentare la diversità delle culture provenienti da tutto il mondo, dall’altro lato abbiamo la responsabilità di aprire i polacchi a culture diverse, ad altre religioni, per renderli più aperti agli stranieri. Questo tipo di festival, progetti come questo, sono importanti in tutto il mondo, non solo in Polonia”.

Arriva dall’Egitto uno dei gruppi più sorprendenti. Si chiama Egyptian Project mescola i suoni del Delta del Nilo e del Cairo con atmosfere electro, hip-hop e perfino di musica classica. Il musicista e produttore francese Jérôme Ettinger ha avuto l’idea di mettersi in collaborazione con alcuni dei migliori musicisti egiziani come il percussionista Ragab Sadek, il violinista Salama Metwally e il cantante Sayed Emam per rivedere la musica tradizionale.

Dai balcani e precisamente da un villaggio del nord della Romania proviene invece Fanfara Ciocârlia, un banda rom di ottoni.

‘La nostra musica è per tutti – assicura Tifan Costica – È musica che rende felici. Che fa ballare perché i ritmi sono fatti per la danza. È musica che tocca il cuore’.

Nata nel 1996 Fanfara Ciocârlia si è esibita in più di duemila concerti in oltre 70 Paesi. Quest’anno la banda festeggia il ventesimo compleanno con un tour mondiale. È uno dei migliori ambasciatori per il popolo rom.

Wolfgang Spindler, euronews: “Non importa da quale angolo del Paese i musicisti provengono. Qui al festival Globaltica sono tutti accolti a braccia aperte”.