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Presidenziali Usa: Trump "invoca" la Russia

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Presidenziali Usa: Trump "invoca" la Russia

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Chiedere a una potenza straniera d’investigare un caso di possibile spionaggio interno col rischio di fare ancora più danni. È l’ultima tattica di Donald Trump.

Torna lo spettro della guerra fredda sulle presidenziali americane. Nonostante la secca smentita del Cremlino, anche Barack Obama, che interverrà alla convention di Filadelfia, ritiene possibile la pista russa dietro l’hackeraggio e la divulgazione delle 20mila email del partito democratico. Scettico invece Donald Trump, che invita però provocatoriamente la Russia a trovare le 30mila email cancellate dai server privati di Hillary Clinton, diventando il primo candidato presidente che incoraggia lo spionaggio contro il suo rivale, come ha accusato lo staff dell’ex segretario di stato.

Gli oppositori della Clinton potrebbero voler far passare il sospetto che abbia cancellato qualche email personale di troppo prima di consegnare la corrispondenza informatica all’Fbi.

Non tutti hanno però gradito l’uscita di Trump. Critiche perfino fra i repubblicani. Il vice di Trump, Mike Pence, ha detto che se l’Fbi accertasse che la Russia è dietro l’hackeraggio delle email del partito democratico e stesse interferendo nelle elezioni americane ci sarebbero serie conseguenze.

L’accusa è stata rispedita al mittente da parte del ministro degli esteri russo Lavrov. “Potrei rispondere con una parolaccia”, ha più o meno risposto.

E così la Russia entra di peso nelle elezioni americane. In una maniera mai accaduta prima, almeno non in forma così sfacciata.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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