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La cattolica Lione si unisce nella cattedrale dopo l'orrore a Saint-Etienne-du-Rouvray

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La cattolica Lione si unisce nella cattedrale dopo l'orrore a Saint-Etienne-du-Rouvray

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Centinaia di persone si sono riunite a Lione, nella cattedrale di Saint Jean, per pregare e riflettere su quanto accaduto a Saint-Etienne-du-Rouvray.

Monsignor Patrick Le Gal, vescovo ausiliario di Lione, ha invitato a interrogarsi: “Ci sono cose sbagliate e non vogliamo dirlo, non vogliamo riconoscerlo e allora di colpo ci vengono addosso. La verità ci renderà liberi, dice San Giovanni nel Vangelo. Accettiamo la verità e di fronte alla verità vediamo che cosa possiamo fare. Quando il Titanic era di fronte all’iceberg, era perduto. Ma prima si sarebbe potuto fare qualcosa. Prima, oggi, per domani e dopo domani, ci sono domande da porsi, ciascuno secondo le proprie responsabilità e competenze”.

Autorità cittadine, cattolici, ma anche fedeli di altre religioni si sono sentiti di riunirsi.

“Ci tenevo a essere qui per testimoniare la mia solidarietà, anche la mia tristezza, alla comunità cristiana. Anche noi musulmani siamo rimasti molto colpiti, sapete”, dice un uomo.

“Sono qui per mostrare che Dio è amore e che di fronte all’orrore Dio ci unisce. Prendersela con degli innocenti, non è una guerra quella che combattono, perché si sono scagliati contro persone che non sono armate”, dice una donna.

L’emozione è grande in tutta la Francia, come qui a Lione, una città particolarmente cattolica. Stupore, preoccupazione, tristezza, tanti sentimenti si mescolano. La Chiesa invita al raccoglimento e vuole inviare un messaggio di riconciliazione e, nonostante tutto, di perdono e di speranza.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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