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Usa 2016, a Filadelfia sostenitori Sanders fischiano Clinton

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Usa 2016, a Filadelfia sostenitori Sanders fischiano Clinton

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Ogni volta che dal palco di Filadelfia viene pronunciato il nome di Hillary Clinton un coro di fischi si leva dalla platea dei sostenitori di Bernie Sanders. La convention democratica che dovrebbe rappresentare il punto culminante dell’unione del partito prima della corsa alla Casa Bianca, divide il popolo democratico.

“Sospendo il giudizio” dice una sostenitrice di Bernie Sanders. “Aspetto di vedere come evolve la situazione. Sapere adesso come andranno le cose tra 6 mesi mi pare prematuro dal momento che l’intero iter delle primarie è stato così caotico”.

“Sono un sostenitore convinto di Bernie Sanders ma non voglio ritrovarmi con Trump Presidente. Dovrò ingoiare il rospo” ammette un altro elettore democratico.

Clinton è perseguitata dagli scandali e-mail: la fuga di quelle che hanno fatto trasparire un reale o presunto favoritismo nei suoi confronti da parte dei vertici della convention ha seminato la discordia tra i due poli di un partito al momento mal in arnese per affrontare la poderosa avanzata di Donald Trump.

“Le primarie democratiche non sono state decise a caso o con scambi di e-mail tra i membri della convention democratica. Sono state decise dal voto di tutti i democratici e gli indipendenti che hanno partecipato alle primarie e ai caucuses negli ultimi mesi” difende Brian Fallon, il portavoce della campagna di Clinton.

Fiducioso anche il Governatore di Washington Jay Inslee: “Ho fiducia che per novembre saremo un partito unito. Non c‘è alcuna scusa per permettere che Donald Trump distrugga la storia degli Stati Uniti che sono un faro della speranza”.

Utilizzando Twitter, Sanders ha lanciato un nuovo appello ai suoi sostenitori affinchè diano il proprio appoggio a Hillary Clinton e fare il possibile per sconfiggere Trump.

Il corrispondente di euronews Stefan Grobe: “Ormai Bernie Sanders si è posizionato accanto ad Hillary Clinton, ma non è lo stesso per i suoi sostenitori. Molti di loro portano avanti una battaglia per impedire che Tim Kaine sia candidato Vicepresidente. Ciliegina sulla torta dell’unità del partito”.

Secondo notizie di stampa, all’epoca in cui era governatore della Virginia, Kaine sarebbe stato piuttosto sensibile al fascino di “regali” fatti da aziende e società lobbistiche in coincidenza con le rispettive richieste di tutela dei proprio interessi. Doni legali e tutti regolarmente denunciati come da legislazione, ma che hanno messo in pessima luce il candidato Vicepresidente.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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