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Solar Impulse 2: la 'missione impossibile' è compiuta

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Solar Impulse 2: la 'missione impossibile' è compiuta

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Alle 4 e 05 (ora locale) di martedì mattina Solar Impulse 2 è atterrato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. A poco più di un anno dall’avvio dell’impresa, iniziata il 9 marzo 2015, l’aereo alimentato solo dall’energia del sole ha concluso la circumnavigazione della Terra. Diciassette tappe per dimostrare al mondo che un futuro senza combustibili fossili è possibile.

“Questo storico giro del mondo con un aereo alimentato unicamente da energia solare – dice la corrispondente di euronews Rita Del Prete – non è solo una vittoria per l’aviazione. È stata vinta anche la sfida per l’uso delle energie rinnovabili su scala mondiale”.

Due i piloti svizzeri che si sono alternati al comando dell’aereo: Bertrand Piccard, medico psichiatra e André Borschberg, ingegnere. Nel cockpit di 3,8 metri quadrati, ricoperto da una schiuma isolante per attenuare le temperature esterne (comprese fra i +40 e i -40 gradi centigradi), i due hanno volato senza aria condizionata né riscaldamento, ma equipaggiati con una bombola di ossigeno che ha permesso loro di respirare. Nonostante l’impresa – dicono – la sfida è appena iniziata.

“Voglio creare – chiarisce Betrand Piccard al microfono di euronews – un comitato internazionale per le tecnologie pulite, perché è qualcosa che non esiste. Occorrono riunioni dei protagonisti del mondo della ‘clean tech’ per avere più potere, per avere una voce comune e poter influenzare i governi”.

Progettato dal Politecnico di Losanna, in Svizzera, il velivolo è in fibra di carbonio. La sua apertura alare è di 72 metri (più di quella di un Boeing 747) ma il suo peso è di soli 2300 chilogrammi. Le sue ali sono ricoperte da 17mila celle fotovoltaiche in silicio in grado di ricaricare le batterie al litio che consentono il volo in notturna.

“Abbiamo dei partner – spiega Bertrand Piccard – che non solo hanno finanziato il progetto, ma hanno anche portato le tecnologie che sono state applicate, messe in funzione. Tutto questo ha fatto volare Solar Impulse di giorno e di notte senza carburante. Il nostro mondo ha bisogno di questo”.

Quarantamila i chilometri percorsi dall’aereo con la tappa più lunga (quasi novemila chilometri) da Nagoya, in Giappone, alle Hawaii (con un volo durato cinque giorni e cinque notti). La tappa finale era iniziata al Cairo, in Egitto, 48 ore e 37 minuti prima dello storico atterraggio.

“Quando si batte un record – conclude Piccard – semplicemente si batte qualcuno che ha già fatto la stessa cosa. Voi provate a fare di meglio, ma sapete già che è possibile. Ma quando è la prima volta, non sapete se sarà possibile perché nessuno l’ha fatto prima di voi. Credo sia stata questa la motivazione della nostra squadra, e credo anche per coloro che ci hanno seguiti. Vedere come siamo riusciti a trasformare qualcosa che gli specialisti consideravano impossibile, in qualcosa di possibile. Ed è per questo che oggi sono così felice d’aver dimostrato che era possibile”.

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