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Presidenziali 2016, i "separati in casa" del Partito Democratico

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Presidenziali 2016, i "separati in casa" del Partito Democratico

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È un partito democratico in piena crisi di nervi quello dilaniato fra Hillary Clinton e Bernie Sanders. Il candidato sconfitto ha pubblicamente ammesso la vittoria dell’avversaria, ma potrebbe non bastare. Anche se Sanders ha promesso che continuerà la sua battaglia politica a lato di Hillary che ha scelto di sostenere contro Donald Trump: “Qualsiasi osservatore obiettivo non potrà che concludere, sulla base delle sue idee e della sua provata leadership, che Hillary Clinton deve diventare la prossima presidentessa degli Stati Uniti”.

Belle parole che lasciano però perplessi i sostenitori di Sanders che vedono nella Clinton il simbolo di quell’establishement contro cui vorrebbero battersi. Durissimo un delegato del candidato sconfitto: “Alcuni delegati importanti sono stati comprati e l’intero partito democratico è stato sequestrato dall’oligarchia che è corrotta e legata ai Clinton. Il partito democratico lotta per cause giuste, ma è nelle mani delle persone sbagliate”.

È stato solo lo scorso 12 luglio che Sanders ha deciso di sostenere Hillary. Per mesi ha condotto una durissima battaglia di accuse contro l’ex segretaria di Stato. Sanders aveva galvanizzato gli elettori a sinistra con le sue promesse di sradicare le ineguaglianze economiche e di rimettere ordine a Wall Street a cui la Clinton sarebbe troppo legata.

Così Sanders: “Non credo di dover spiegare al popolo americano quello che Wall Street ha fatto all’economia e la mia avversaria ha raccolto quindici milioni di dollari da Wall Street”.

E in un’altra occasione: “(la Clinton) ha anche ricevuto, sapete, molti milioni di dollari per dei discorsi fatti. È un’ottima oratrice, lo ammetto. Ma mi sembra che per essere pagata 225,000 dollari per un discorso alla Goldman Sachs, devi essere davvero in gamba. Non so se lei sia così tanto in gamba.”

Per questa e per altre accuse molti sostenitori di Sanders non sono disposti a turarsi il naso e votare per Hillary. Il loro slogan e “Bernie or bust”, qualcosa come “Bernie o niente”.

Così una sostenitrice di Sanders: “Non abbiamo ancora un candidato e in tutti i sondaggi Sanders sconfiggerebbe Trump. Non dobbiamo per forza accettare Hillary contro Trump. Bernie è in vantaggio in tutti i sondaggi”.

Un gioco pericoloso che persino Trump vuole sfruttare, facendo leva sull’antipatia verso la Clinton che nutrono i sostenitori di Sanders. Il miliardario sembra in vantaggio sull’avversaria in diversi sondaggi. Molti non vogliono la Clinton. I repubblicani gongolano e aspettano sulla riva del fiume di veder passare il cadavere del loro avversario.

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