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Rio 2016, scontro Cio-Wada sulla Russia

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Rio 2016, scontro Cio-Wada sulla Russia

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La decisione sulla sorte degli atleti russi alla vigilia dei Giochi di Rio, che si apriranno il prossimo 5 agosto, crea un vero e proprio conflitto tra il Comitato Olimpico Internazionale (Cio), che ha decisio di non applicare un bando generalizzato, e l’Agenzia Internazionale Antidoping (Wada) che aveva richiesto la misura. Attila Àghassi, giornalista sportivo ungherese, insiste sul danno arrecato all’immagine generale delle Olimpiadi, private di grandi campioni.

“Il punto critico della questione è il gap che c‘è tra la presunzione d’innocenza e la colpevolezza collettiva” dice ai microfoni di euronews. “Inoltre se dei simboli dello sport come Yelena Isinbayeva, plurimedagliata e detentrice del record del mondo nel salto con l’asta, non possono partecipare alle Olimpiadi, i giochi perderanno prestigio ed interesse. Non si potrà più dire che le Olimpiadi sono la più importante competizione sportiva al mondo, perchè molti tra i migliori non ci saranno”.

L’Agenzia Internazionale Antidoping, la decisione del Cio rischia inoltre di ridurre il livello di protezione degli atleti russi puliti. Ora la patata bollente è nelle mani delle federazioni sportive internazionali che già stanno decidendo caso per caso.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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