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Rio 2016, poche luci e molte ombre

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Rio 2016, poche luci e molte ombre

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Non sono ancora iniziate e già queste Olimpiadi sono sommerse da polemiche e scandali. Intanto alla Russia poteva anche andare peggio.Alla fine dopo che il CIO ha deciso che saranno le singole federazioni internazionali, a valutare se ammettere ai Giochi di Rio singoli atleti russi o intere squadre, in Brasile iniziano i primi sbarchi da Mosca. A partire dalla squadra di ginnastica artistica. “Non posso immaginare le Olimpiadi senza la presenza della Russia, ha ammesso il coach Andrei Rodionenko.

Certo non sono mancate le critiche alla decisione del Comitato olimpico internazionale come quella del ministro australiano dello sport, che l’ha definita incomprensibile e un danno all’immagine stessa dei giochi. “Qualsiasi azione, tranne quella richiesta dall’Agenzia mondiale anti-doping (WADA) in questo momento critico rischia di compromettere l’integrità dello sport a Rio, danneggiando la reputazione del movimento olimpico stesso”, ha dichiarato il Ministro Sussan Ley.

Dalla Russia alle polemiche sul Villaggio Olimpico. Il team australiano si è rifiutato di alloggiare negli appartamenti dei 31 edifici adibiti agli atleti preferendo restare in hotel almeno per ora. Sotto accusa le condizioni pessime delle strutture: problemi di elettricità, mancanza di acqua, scarsa igiene. Problemi riscontrati anche da altre paesi, come ha dichiarato lo stesso capo della delegazione australiana. “Queste sono le mia quinte Olimpiadi ma non ho mai visto un Villaggio in questo stato e una mancanza simile di gestione a due settimane dall’inizio”, ha voluto sottolineare Kitty Chiller.

Altra questione fondamentale: la sicurezza. Degli atleti e dei turisti. Nonostante l’intera metropoli sia da tempo super blindata, resta l’incubo degli attentati. La scorsa settimana è stata sgominata una cellula jihadista pronta a colpire: 10 gli arresti effettuati, Intanto sono stati dispiegati circa 85.000 tra poliziotti e militari, il doppio dei giochi di Londra nel 2012.

Quello che si preannuncia per il Brasile è un rischio default. C‘é chi si domanda cosa resterà dopo i Giochi. Forse un Paese completamente al collasso. Il governo, e non solo, avevano promesso una città completamente rinnovata: nuove case, nuove strade, un sistema di trasporto ultra-moderno. Invece la nuova linea della metropolitana non è ancora terminata. La corruzione negli appalti sta bloccando i lavori, senza contare il settore della sanità.

Sono passati 7 anni e un presidente, Lula, da quando la metropoli si aggiudicò le Olimpiadi. Ora lo Stato di Rio raschia il fondo del barile e la gente dalla urla di gioia è passata alle urla delle manifestazioni di protesta.

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