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La 'collina dei martiri' accoglie le vittime dell'attentato di Kabul

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La 'collina dei martiri' accoglie le vittime dell'attentato di Kabul

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Un funerale che ha il sapore di una manifestazione di protesta segna l’addio alle vittime dell’attentato di Kabul. Sabato due kamikaze si sono fatti esplodere in mezzo a dimostranti che contestavano un progetto energetico del governo.
Anziché sepolti nelle rispettive tombe di famiglia, i morti riposeranno insieme sulla collina di Surkh Abad, come proposto dagli organizzatori del corteo di sabato.

“Abbiamo perso molti familari ed amici”, dice un ragazzo, Jawad Rezayee. “Siamo qui per seppellirli e chiameremo questo posto ‘la collina dei martiri’.”

L’attentato ha preso di mira la popolazione hazara, prevalentemente sciita, ed è stato rivendicato dall’Isil.
Più di 80 i morti, oltre 230 i feriti.

Le vittime stavano protestando contro il percorso di una nuova linea elettrica, che esclude i territori abitati dalla loro comunità.

Il presidente afgano Ashraf Ghani ha proclamato una giornata di lutto nazionale e il massimo rappresentante dell’Onu in Afghanistan, Tadamichi Yamamoto, ha definito l’attacco ‘un crimine di guerra’.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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