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Delusione a Monaco per la cancellazione del festival della birra: "Abbiamo paura, ma bisogna andare avanti"

Può sembrare fuori luogo dispiacersi per la cancellazione di un festival della birra dopo una strage.

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Delusione a Monaco per la cancellazione del festival della birra: "Abbiamo paura, ma bisogna andare avanti"

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Può sembrare fuori luogo dispiacersi per la cancellazione di un festival della birra dopo una strage. Ma quando è proprio la strage all’origine della cancellazione, e quando si cerca di dare un senso a quel che è successo, c‘è chi vorrebbe solo che la vita andasse avanti normalmente. È quello che accade a Odeonsplatz, nel centro di Monaco.

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"Ci sono molti piccoli produttori che avevano investito parecchio"

Capo Aquila Coraggiosa Birraio di Monaco di Baviera

“Ho avuto paura – dice una residente ai nostri microfoni -. Vivo non lontano da là, e le sirene non smettevano di suonare. Poi si è capito che nessuno sapeva davvero che cosa stesse accadendo”.

UN’altra passante ribadisce: “Naturalmente c‘è paura. Non so se andrò all’Oktoberfest, ma bisognerebbe andarci e continuare a fare quel che facevamo prima”.

Capo Aquila Coraggiosa è per metà Cheyenne e per metà bavarese. Ed è soprattutto birraio. In quanto tale, capisce la decisione delle autorità, ma si cruccia per la perdita in termini di incassi: “Da un lato è un bene che si pensi alle vittime – dice -, ma dall’altro qui ci sono molti piccoli produttori che avevano investito parecchio, che sono venuti da lontano, e per loro è una grossa perdita, questo va detto. Naturalmente pensiamo a quel che è successo, ma bisogna anche pensare alle altre persone, è un peccato che non si faccia”.

La capitale della birra doveva celebrare venerdì i 500 anni del Reinheitsgebot, la “legge sulla purezza” della bevanda. Doveva essere un giorno di festa, è stata una notte di terrore.

Il nostro inviato Olaf Bruns conclude: “Nel complesso gli abitanti di Monaco hanno reagito con calma. Molti sono sollevati nel sapere che sembra trattarsi di un assalitore solitario, perché sperano che in questo modo il rischio di altri attacchi sia inferiore”.