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Turchia, Yildirim: "potrebbero riprovarci"

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Turchia, Yildirim: "potrebbero riprovarci"

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Il primo ministro turco stringe la mano alle forze speciali della polizia nel quartier generale attaccato una settimana fa dai golpisti.
Ma non è un’atmosfera da sospiri di sollievo. Il governo continua l’ondata di arresti, saliti a oltre 10.600, ed è lo stesso premier ad avvertire:

“Ci possono essere alcune persone che potrebbero cercare di approfittare della situazione per fare un secondo tentativo, gettando il popolo nel panico”.

Arresti, ma anche 11.000 passaporti revocati e una pressione diplomatica sugli Stati Uniti e sulla Grecia, che secondo il Ministro degli Esteri turco non dovrebbe concedere l’asilo ai sette militari fuggiti in elicottero. Agli USA invece viene chiesta l’estradizione di Fethullah Gülen:

“Quello che chiediamo agli Stati Uniti è chiaro, persino ovvio. Non devono proteggere Fethullah Gülen, che è dietro al colpo di Stato. Abbiamo condiviso con loro tutta la documentazione necessaria e vogliamo vedere risultati concreti dalla nostra collaborazione”.

Il Presidente Erdogan, dal canto suo, ha partecipato alla preghiera del venerdì nella Moschea di Ankara, nel primo giorno dello stato d’emergenza, approvato ieri dal Parlamento e la cui prima misura è il fermo di polizia fino a otto giorni, invece dei due consueti.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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