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"Tre uomini in fuga"

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"Tre uomini in fuga"

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L’estate al cinema è spesso la stagione dei ripescaggi. Si ha l’occasione di rivedere i grandi classici e di rivivere le emozioni che continuano a dispensare.

Ed ecco che arriva nei cinema la copia restaurata, un monumento del cinematografia francese. “Tre uomini in fuga” ovviamente. Per decenni è stato il film che ha venduto il maggioro numero di biglietti: 17 000 000. Da allora è stato superato solo da “Giù al nord” e “Intoccabili”.

Il film era uscito cinquanta anni fa. Sono poche le famiglie francesi e non solo che non l’hanno in DVD. Venti anni dopo la guerra simboleggiava un’epoca che si voleva spensierata, per rileggere con dolcezza il recente passato della Francia.

Cinquanta anni dopo possiamo intaccare il patrimonio? Difficile lanciarsi in un esercizio critico. Il duoetto De Funes-Bourvil s’impone su un impianto abbastanza convenzionale e con soluzioni facili. Eppure si attende con impazienza le scene e le repliche di un film cult prodigo di bonomia e ricordi d’infanzia.

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