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Slavianski Bazaar: gara musicale internazionale nella bielorussa Vitebsk

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Slavianski Bazaar: gara musicale internazionale nella bielorussa Vitebsk

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Voci dal Messico o dall’Italia: il festival Slavianski Bazaar nella città bielorussa di Vitebsk da 25 anni accoglie cantanti da diverse parti del mondo.

Eleonora Vecchio ha partecipato alla terza edizione di The Voice of Italy: “Ci sono molti suoni che noi in Italia non abbiamo. Quindi mi sono esercitata a lungo con le cuffie in studio, con il testo davanti. L’ho riscritto come andrebbe pronunciato. Mi sono divertita tanto, però è stato impegnativo”.

Jorge Romano, dal Messico: “Sono molto contento di essere qui, il popolo bielorusso è incredibile, mi ha incantato Minsk e Vitebsk è una bella città”.

La competizione internazionale di giovani artisti in passato ha lanciato cantanti dell’est sulla scena internazionale.

Una delle canzoni deve essere interpretata in una lingua slava. Anna Timofey rappresenta Israele: “L’atmosfera del festival è fantastica, sono tutti molto socievoli, si parla con tutti e si condividono le rispettive esperienze”.

Oltre al festival “Slavianski Bazaar” comprende altre attività fra le quali spettacoli teatrali e proiezioni di film.

Aleksander Petrovitch Sidorenko, direttore del Festival: “La città cambia decisamente aspetto durante il festival. Nel corso dell’evento arrivano circa 150.000 persone”.

Vitebsk, in passato soprannominata la “Toledo russa” per le sue chiese e sinagoghe pittoresche è anche la città del pittore Marc Chagall che nacque qui nel 1887.

Sulla scena, poco prima del verdetto finale, è salito il presidente della giuria internazionale. Valery Leontiev è una star per il pubblico russo, la sua carriera toccò il culmine negli anni ’80, in epoca sovietica.

Il Gran Premio è stato assegnato al bielorusso Alexey Gross. A 26 anni, Gross è diventato il quinto cantante del suo Paese a vincere la competizione di Vitebsk. L’ultimo ci era riuscito nel 2011.

Alexey Gross: “Stanotte festeggeremo questo trofeo e brinderemo a esso”:

Sul palco anche Alexander Rybak di origini bielorusse, vincitore del festival dell’Eurovisione nel 2009 come rappresentante della Norvegia.

Alexander Rybak: “Il Paese sta crescendo musicalmente, sta diventando più internazionale, credo che la Bielorussia sia avanti rispetto agli altri Paesi dell’Europa orientale. Mostra di essere pronta per il contesto musicale internazionale”.

Contrariamente all’abitudine, quest’anno non è stata invitata la vincitrice dell’eurovisione, l’ucraina Jamala che si era distinta per la sua canzone dedicata alla deportazione dei tatari dalla Crimea, sotto Stalin.

Sebastian Saam, euronews: “Immaginate qualcosa di simile al festival dell’Eurovisione, sostituite l’inglese con il russo come lingua ufficiale. Poi tenete conto che alla competizione possono partecipare Paesi di tutto il mondo. È così che “Slavianski Bazaar” negli ultimi 25 anni si è trasformato in un evento sorprendentemente vario, in una città vivace al confine con la Russia”.

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