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Turchia: almeno 6 mila gli oppositori arrestati mentre il governo evoca la pena di morte

Dalle piazze gremite, come questa di Ankara, il governo turco celebra con i propri sostenitori la sconfitta dei golpisti.

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Turchia: almeno 6 mila gli oppositori arrestati mentre il governo evoca la pena di morte

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Dalle piazze gremite, come questa di Ankara, il governo turco celebra con i propri sostenitori la sconfitta dei golpisti.

Il premier Yildirim proclama il successo della democrazia e al tempo stesso assicura una vendetta senza
requie verso quelli che sono considerati “i nemici”.

“Durante il giorno – ha detto il premier turco – continueremo a lavorare perché la vita va avanti.
Ma quando arriva la sera, dopo aver lasciato i nostri posti di lavoro, continueremo le veglie? Certo lo faremo.. andremo avanti fino a che non li avremo spazzati via. Fino ad allora resteremo insonni”.

Intanto prosegue la resa dei conti. Gli arresti hanno già toccato quota seimila e non sembrano finiti. Il clima resta incandescente. Tra gli arrestati anche Akin Ozturk, ex comandante dell’aviazione, considerato il “capo” del fallito colpo di stato.

Il presidente Erdogan, che ha partecipato ai funerali dell’amico e già consigliere per i media, Erol Olcak, ucciso dai militari golpisti sul ponte del Bosforo a Istanbul con il figlio 16enne, ha parlato della possibile reintroduzione della pena di morte, abolita nel 2004. Una richiesta che viene ribadita nelle piazze dai sostenitori di Ankara.