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La rabbia di Nizza: dopo l'ultimo attacco governo sotto accusa

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La rabbia di Nizza: dopo l'ultimo attacco governo sotto accusa

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A Nizza si è trasformata in una pioggia di fischi la cerimonia in cui era previsto un minuto di silenzio per le vittime del 14 luglio. È stato questo il benvenuto al primo ministro francese Manuel Valls, che ha raccolto la rabbia di molti cittadini dopo l’ultimo attacco.

“Fischi e insulti – ha commentato il premier francese – sono indegni in una cerimonia di commemorazione. Sono indegne perché stiamo rendendo omaggio alle vittime, tanto più che ci sono ancora vittime che combattono per la vita”.

Per molti cittadini il governo non è in grado di garantire la sicurezza.

“Penso che non stiano agendo correttamente – dice un ragazzo – Cosa hanno fatto finora per farci sentire al sicuro? Ogni sei mesi ci troviamo a piangere altri morti? Oggi a Nizza, Parigi non molto tempo fa …”

“La gente parla senza pensare – aggiunge un abitante di Nizza – Il governo non può controllare tutti. È impossibile. In Italia sarebbe la stessa cosa. Un pazzo come quello che ha agito è impossibile da fermare”.

Sono 84 le vittime della furia omicida del killer. Tra loro è stato identificato anche un italiano. Mario Casati, questo il suo nome, residente a Milano. Si trovava a Nizza con un’amica. Lei data ancora per dispersa.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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