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Golpe in Turchia, le reazioi internazionali

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Golpe in Turchia, le reazioi internazionali

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Il golpe fallito in Turchia ha provocato, e continua a provocare, reazioni un po’ in tutto il mondo. Senza dimenticare chi solleva dubbi sul fatto che questa sollevazione sia stata organizzata solo da ambienti ostili a Erdogan. Quello che è certo è che adesso, il già potentissimo presidente turco si è sentito autorizzato a effettuare delle purghe. Erdogan, in un eccesso di fiducia, aveva detto di fronte alle telecamere che questo golpe era “un regalo di Dio”, che gli avrebbe permesso di fare pulizia nelle forze armate. E questo inquieta le cancellerie nel mondo. Così il ministro degli esteri francese Jean-Marc Ayrault: “Non debbono esserci purghe, coloro che hanno cercato di violare la democrazia turca debbono essere perseguiti nel quadro del diritto. Non è l’arbitrarietà, ma la democrazia che deve uscirne rinforzata”.

Anche il russo Vladimir Putin ha telefonato al suo omologo turco. Un incontro è previsto per la prima settimana di agosto. Mosca almeno apertamente sostiene il presidente e accusa i golpisti.

Intanto il problema maggiore in Turchia sembra essere quello di salvare la stagione turistica. La ripresa dei voli fra Russia e Turchia dovrebbe aiutare anche se, per ora, sono invece bloccati tutti i collegamenti verso gli Stati Uniti. Ufficialmente la ragione è la sicurezza, ma Washington è furiosa per le accuse di Ankara di aver in qualche modo mostrato simpatia per i golpisti.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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