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Lo sfruttamento dei migranti: lavoro minorile e tratta di esseri umani

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Lo sfruttamento dei migranti: lavoro minorile e tratta di esseri umani

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PIù di 1,2 milioni di persone sono fuggite dalla povertà e dalla guerra nel 2015 nella speranza di trovare rifugio in Europa, e la tendenza si è confermata nel 2016. Ma come sappiamo non tutti raggiungono le nostre coste e i nostri confini. La sola Turchia ospita 2,7 milioni di profughi siriani. Poiché in molti casi gli adulti non possono lavorare in Turchia, l’onere ricade sulle spalle dei bambini siriani. Bambini anche di nove anni che non vanno più a scuola e le cui speranze di poter ricevere un’istruzione si affievoliscono giorno dopo giorno. Prima della guerra la Siria vantava un tasso di alfabetizzazione del 95 per cento.

Ma perché questo dovrebbe interessarci? Perché le fabbriche turche di abbigliamento e di scarpe riforniscono negozi e catene europee. E non sono molti i marchi europei ad aver reagito finora per proteggere dallo sfruttamento i bambini siriani, che lavorano molte ore al giorno per retribuzioni da elemosina. Non solo, ma le ong locali riferiscono di abusi subiti, talvolta di natura sessuale. Nel toccante servizio di Ahmed Deeb dalla Turchia seguiamo le storie di Hamza e Abdullah, che hanno forse trovato la sicurezza in Turchia lontano dalla guerra, ma li attende un futuro difficile.

Anche le persone con cui ha parlato il nostro inviato Damon Embling pensavano di trovare una vita migliore all’estero. Dove? Nel Regno Unito, una destinazione considerata ancora come un Eldorado da molti migranti. Che però a volte si ritrovano ridotti in schiavitù. Per lavoro o per sesso.

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