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Cameron, sei anni da premier interrotti dall'incidente della Brexit

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Cameron, sei anni da premier interrotti dall'incidente della Brexit

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David Cameron passerà alla storia per essere riuscito a causare l’uscita del Regno Unito dall’Europ, nonostante ne sostenesse la permanenza.
All’indomani della vittoria della Brexit nel referendum del 23 giugno, Cameron annoncia le dimissione per ottobre, salvo poi anticiparle.

Cameron arriva al 10 di Downing Street sei anni fa, all’età di 43 anni. “Dave”, come lo chiama la moglie Samantha, è il premier più giovane dal 1812.

Senza maggioranza, è costretto a stringere un’alleanza di governo con i liberal-democratici di Nick Clegg. La coalizione è una novità, ma la priorità è di far ripartire l’economia in crisi.

Cameron mette in atto un piano di austerità tra le proteste di piazza, le più dure dell’ultima generazione. Nel 2013, la sua politica riesce nell’intento di riportare il Paese alla crescita economica: Il Pil cresce del 3 e mezzo per cento e in due anni viene creato un milione di posti di lavoro.

Il 15 settembre 2011, assieme al presidente francese Nicolas Sarkozy, fa una visita a sorpresa in Libia. Sono passati sei mesi dall’intervento militare a opera di alcuni Paesi della Nato, che ha provocato la caduta del regime di Gheddafi.

Nel 2012, si assume il primo rischio: concede il referendum per l’indipendenza della Scozia, ma al voto del settembre 2014 vince il no. Cameron, quella volta, vince la scommessa.

Alle politiche del 2015, nella sorpresa generale, il Partito Conservatore ottine la maggioranza assoluta a Cameron torna a fare il premier senza aver bisogno del’appoggio dei liberali. E in quell’occasione fa una promessa sull’Europa che si rivelerà fatale: “Decideremo il nostro futuro in Europa attraverso un referendum. Dobbiamo essere sicuri di avere un Paese unito mentre stiamo svolgendo il nostro importante compito”.

Allo scopo di spegnere i focolai anti auropei, riesce a negoziare con Bruxelles uno status speciale. E ottiene anche di poter limitare l’accesso ai benefici del welfare per i cittadini europei non britannici.

Dopodiché si impegna in una campagna politica contro il Leave. Ma i cittadini non lo seguono.

Tre settimane dopo il voto choc, Cameron lascia il timone della nave in un mare che si annuncia molto mosso.
“Avremo un nuovo primo ministro da mercoledì sera”, annuncia ufifcialmente il lunedì.

E se ne va canticchiando, con il microfono ancora acceso

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