ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Sette cose da sapere sulle armi negli USA

Pubblicità

Negli USA, quasi tre omicidi con armi da fuoco ogni centomila abitanti

Lo affermano i dati del 2012 diffusi dall’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite sul Crimine e le Droghe.

I dati dimostrano che gli USA non hanno il tasso peggiore al mondo: questo primato va all’Honduras, con 68,43 omicidi con arma da fuoco su 100.000 abitanti. Tassi elevatissimi anche nel Guatemala, o in Colombia, per esempio.

Ma se confrontiamo gli Stati Uniti con i vicini canadesi, vediamo che il tasso statunitense è di quasi sei volte superiore a quello canadese (0,51). E anche la comparazione con i Paesi europei non depone a favore degli USA: 0,06 in Francia, 0,19 in Germania, fino a un preoccupante 0,71 in Italia (dato comunque quattro volte inferiore a quello statunitense: ma in Italia la circolazione delle armi è ben diversa).

In Giappone, questo dato è appena a 0,01.

Se poi prendiamo gli omidici per arma da fuoco in percentuale sul totale, negli USA arriviamo al 60%, un dato paragonabile a quello albanese, mentre in Germania si situa intorno al 24% e in Italia (dati del 2009, gli ultimi disponibili arriva al 41%).

Resistenza alle riforme

Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non è riuscito a varare norme più stringenti sulle armi, per via dell’opposizione del Congresso. Dice che è in grado di inserire in una lista nera dei passeggeri i cittadini americani che abbiano visitato un sito web collegato all’ISIS, ma non di impedir loro di andare a comperarsi un’arma.

“Se qualcuno che è un noto simpatizzante dell’ISIS vuole entrare in un’armeria o una Fiera delle armi in questo momento e comperare tutte le armi e le munizioni che vuole, nulla gli vieta di farlo”, ha detto Obama.

Ha poi aggiunto che tutte le proposte per elaborare “norme di buon senso” per le armi sono state viste come una “tirannica distruzione del Secondo Emendamento”.

La lobby delle armi spende quasi tre milioni di dollari all’anno per influenzare la politica sulle armi.

Secondo Obama, la NRA (National Rifle Association, la potente lobby delle armi) non accetterà mai di discutere una riforma.

Il presidente uscente ha accusato la NRA di dare una visione distorta delle proposte legislative per il controllo delle armi.

La NRA ha rifiutato di prendere parte a un dibattito con Obama, dicendo di non voler essere coinvolta in “uno spettacolo di relazioni pubbliche”.

Deficit democratico? Opinione pubblica contro realismo politico

Il Pew Research Center ha pubblicato un sondaggio due anni dopo la bocciatura parlamentare della legge per estendere il controllo retroattivo sugli acquisti di armi.

Se ne deduce che l’opinione pubblica non è proprio allineata a quella dei politici.

L’88% dei cittadini statunitensi sarebbe favorevole a estendere il controllo retroattivo sulla compravendita di armi.

Negli USA il più alto tasso mondiale di detenzione d’armi

Negli Stati Uniti ci sono, per ogni 100 persone, quasi 90 armi detenute da civili: il tasso più alto al mondo, secondo il centro di ricerche considerato più attendibile, lo Small Arms Survey, con sede a Ginevra.

Il numero di armi in circolazione negli USA è ampiamente superiore a quello del secondo Paese nella lista, lo Yemen, con 55 armi per ogni 100 persone. La Svizzera, con 46, è al terzo posto, seguita dalla Finlandia. Il Canada è a 31, la Germania a 30.

Alcuni terroristi a Parigi avevano acquistato legalmente delle armi negli USA

Un rapporto del Senato USA nel 2015 diceva che le leggi attuali consentono di comperare armi anche a coloro che sono inseriti nelle liste degli osservati speciali per terrorismo, e tra questi i fratelli Kouachi, responsabili dell’attacco a Charlie Hebdo.

Il rapporto dice che tra il 2004 e il 2014 si sono verificate, per le armi, più di 2.000 transazioni che hanno coinvolto persone con sospetti legami con il terrorismo.

Le sparatorie nelle scuole proseguono dopo il massacro di Sandy Hook

Nel dicembre 2012, Adam Lanza fece irruzione nella scuola elementare Sandy Hook e uccise 20 giovani allievi e sei tra insegnanti, dirigenti e bidelli.

Dal 2013 in poi, Everytown, un gruppo che milita per la messa in sicurezza delle armi, ha tenuto il conto degli incidenti con armi da fuoco nelle scuole, college e Università.

Fino alla fine del 2015 aveva registrato 160 incidenti, con 59 morti e 124 ferite non letali da arma da fuoco.

Storie correlate:

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo