ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Dallas: quello che sappiamo della strage

mondo

Dallas: quello che sappiamo della strage

Pubblicità

Le vittime

Sono stati uccisi sul colpo quattro agenti, un altro è morto poi in ospedale. Almeno sei sono rimasti feriti, oltre a un civile (due, secondo il sindaco di Dallas).
Tra i feriti anche tre agenti donna, nessuna è in pericolo di vita.
Uno dei colpiti a morte era un agente dei trasporti: Brent Thompson, il primo caduto in servizio nella storia del corpo di polizia (creato nel 1989) dei trasporti metropolitani di Dallas (DART). I nomi dei cinque poliziotti non sono ancora stati forniti.
Secondo il memorial fund, che pubblica la lista degli agenti morti in servizio nella storia, è l’episodio più grave dall’11 settembre 2001.

È terrorismo?

Secondo il capo della polizia di Dallas, David Brown, non c‘è alcun elemento che faccia sospettare legami internazionali o l’intenzione di incutere terrore nella popolazione. Si tratterebbe invece di una sorta di vendetta razziale.

I sospetti

Tre persone sono state fermate, un’altra si è presentata agli inquirenti per chiarire dopo che ne era stata diffusa una fotografia e una quinta persona ha ingaggiato una sparatoria con le forze speciali all’interno di un parcheggio nelle vicinanze del college El Centro.
La polizia ha tentato di farlo arrendere, e nel corso della trattativa l’uomo ha detto di aver piazzato esplosivi ovunque.
L’uomo è stato poi ucciso con una bomba trasportata da un robot, secondo quanto ha riferito il capo della polizia.
L’uomo della fotografia è risultato estraneo ed è stato rilasciato. Gli altri tre sono due uomini intercettati a bordo di una Mercedes che procedeva ad alta velocità, apparentemente in fuga dalla zona della strage, e una donna fermata nei pressi del parcheggio in cui si è verificata la sparatoria con il sospetto poi ucciso.

Gli esplosivi

Dopo un’operazione di ricerca ad ampio raggio con unità cinofile e un secondo controllo, non sono stati trovati ordigni.

Le ragioni della strage

Il sospetto ucciso nel parcheggio ha detto agli agenti di aver agito da solo, di non essere membro di alcun gruppo e di aver voluto uccidere poliziotti bianchi per vendetta, dopo l’uccisione di due afroamericani in due giorni da parte di alcuni poliziotti. Una versione tutta da verificare, però. La polizia ha detto che almeno due cecchini avevano sparato da posizioni elevate, poi ha detto che erano probabilmente quattro. E un testimone ha descritto la scena di un uomo sceso da un SUV per “finire” un poliziotto che era a terra ferito. Le indagini su sospetti e motivazioni continuano.

Prima della strage

Gli agenti uccisi stavano, insieme a un centinaio di colleghi, sorvegliando le fasi finali di una manifestazione contro le violenze della polizia nei confronti della popolazione afroamericana.
Organizzate dal movimento “Black Lives Matter” (che ha subito condannato la strage di poliziotti), manifestazioni si sono svolte in quasi tutte le grandi città, dopo la morte di Philando Castile, 32enne abbattuto dagli agenti a Saint Paul, nel Minnestoa, nel corso di un banale controllo mentre era in auto con la fidanzata e la figlia di lei. La donna ha filmato gli ultimi momenti di vita di Castile, un video che ha scatenato la rabbia della comunità afroamericana e non solo. Soprattutto perché l’episodio ha fatto seguito, ad appena 24 ore di distanza, all’uccisione a Baton Rouge di Alton Sterling, 37 anni.

Le reazioni

Barack Obama, che si trovava a Varsavia per il vertice della NATO, ha parlato di “un attacco feroce e premeditato”, e a ha assicurato che sarà fatta giustizia.
Accanto a lui c’era il Presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, che si è detto “profondamente dispiaciuto” e ha espresso, anche a nome dell’UE, vicinanza alle vittime. A Barack Obama sono giunte anche le condoglianze dei capi di Stato e di Governo riuniti a Varsavia.
Hillary Clinton ha rinviato l’evento elettorale previsto a Scranton, il primo con il vice-presidente Joe Biden. Anche Donald Trump ha cancellato la tappa elettorale prevista a Miami.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo