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Nigeriano ucciso nelle Marche, fermato l'aggressore

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Nigeriano ucciso nelle Marche, fermato l'aggressore

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È in stato di fermo Amedeo Mancini, l’estremista di destra accusato di omicidio preterintenzionale aggravato da finalità razzista per l’aggressione mortale al nigeriano Emmanuel Chidi Namdi.

Ex pugile, titolare di un’azienda zootecnica, ultrà della Fermana e pluripregiudicato, Mancini avrebbe prima insultato la compagna della vittima, definendola scimmia e poi, di fronte a una reazione dell’uomo, lo avrebbe colpito a morte.

I due nigeriani richiedenti asilo erano stati accolti a Fermo nella comunità di Don Vinicio Albanesi, che li aveva uniti in un matrimonio solo simbolico, per mancanza di documenti.

Il premier Matteo Renzi ha espresso con un tweet il suo cordoglio e la sua condanna del razzismo e della violenza.

Lo stesso clima d’odio sarebbe alla base dei 4 ordigni collocati nei mesi scorsi davanti a chiese di Fermo, come sottolinea Don Vinicio.

La vittima e la sua compagna erano arrivati in Italia per sfuggire al terrorismo di Boko Haram che aveva ucciso la loro bambina e altri membri della famiglia. I due avevano dovuto affrontare violenze in Libia e una drammatica traversata del Mediterraneo, durante la quale la donna aveva abortito.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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