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Inchiesta sulla partecipazione britannica in Iraq: "Saddam non era una minaccia"

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Inchiesta sulla partecipazione britannica in Iraq: "Saddam non era una minaccia"

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“Nel marzo 2003 non c’era una minaccia imminente di Saddam Hussein contro l’Occidente, l’azione militare non era l’ultima opzione”: è questo uno dei punti chiave dell’atteso rapporto britannico sulla guerra in Iraq. 150 testimoni ascoltati, 150mila documenti consultati, 7 anni di lavoro e 10 milioni di sterline spese. 12 volumi che puntano il dito contro Tony Blair. Non era reale – ha detto il relatore John Chilcot – il rischio delle armi di distruzione di massa irachene. Tony Blair invase l’Iraq in maniera precipitosa nel 2003 nonostante fosse stato avvertito sulle conseguenze che avrebbe avuto la guerra, a partire dalle nuove minacce terroristiche da parte di Al Qaeda contro il Regno Unito. Ho preso la decisione in buona fede e nell’interesse del Paese: si è subito difeso l’ex premier Blair che ha respinto ogni accusa.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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