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La difficile festa dell'Eid a Fallujah

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La difficile festa dell'Eid a Fallujah

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L’Eid-el-Fitr chiude il mese del digiuno ed è una delle più importanti celebrazioni musulmane. La festa è imminente e in queste ore il mondo islamico si prepara.

Per gli sfollati iracheni del campo vicino a Fallujah, in Iraq, ci sarà meno spazio per l’allegria. Queste famiglie hanno vissuto l’occupazione dell’Isil e in seguito l’assedio delle truppe regolari.

Una ragazza scoppia apiangere:

Come posso festeggiare l’Eid lontano dalla mia città…

In un’altra tenda, una madre di famiglia ci descrive la situazione degli sfollati:

È drammatico quello che stiamo vivendo. Non abbiamo elettricità, dobbiamo fare lunghe file per l’acqua, ci sono continue tempeste di sabbia e non possiamo chiudere la tenda perché fa troppo caldo. Ma grazie a Dio, non resteremo a digiuno.

E un uomo che ha perso un piede, forse nei bombardamenti aggiunge:

Non c‘è più gusto a festeggiare l’Eid, è sono un giorno come un altro, ormai.

C‘è ancora qualcuno a Fallujah

A pochi km dal campo, le unità speciali dell’antiterrorismo iracheno trascorrono queste ore di attesa proprio a Fallujah.

Avanzano con cautela, alla ricerca di eventuali cecchini jihadisti, che potrebbero essere ancora nascosti in città. Oppure di trappole esplosive lasciate per dare il benvenuto ai soldati.

Passano di casa in casa. Il sedicente Stato islamico ha tenuto la località a una quarantina di km da Baghdad per due anni. L’esercito iracheno l’ha dovuta riconquistare quartiere per quartiere, dopo un accerchiamento durato poco più di un mese. La battaglia di Fallujah si è conclusa da poco.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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