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Erdogan: "cittadinanza turca ai profughi siriani"

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Erdogan: "cittadinanza turca ai profughi siriani"

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Nazionalità ai siriani che da anni, ormai, vivono in territorio turco. L’ha promessa il presidente Recep Tayyip Erdogan, senza aggiungere dettagli su tempi e modi, né ha spiegato se a tutti i 2,7 milioni di siriani che si trovano nei campi profughi sarà concesso di richiederla.

“Voglio dire – ha affermato Erdogan durante una cena di gala di fine ramadan – ai miei fratelli giunti dalla Siria che vi consideriamo fratelli e sorelle. Se anche voi ci vedete come fratelli, allora non siete lontani dal vostro Paese, ma solo dalle vostre case, perché anche la Turchia è vostro Paese”.

E dire che, finora, non è mai stato accordato nemmeno lo status di rifugiati a coloro, in fuga dalla guerra, che vengono definiti “ospiti” e che raramente hanno potuto godere anche solo di un permesso di lavoro.

Mustafa Akyol, analista politico, ha detto ad Al Jazeera che, sebbene in termini umanitari l’intenzione manifestata dal presidente sia un passo in avanti, ma pone problemi che ne rendono difficile la realizzazione.

“Integrare una gran quantità di persone che arrivano da una differente cultura e che non parlano turco può portare fardelli economici insostenibili. E potrebbe incoraggiare altre persone a varcare il confine turco. Difficile sarebbe, poi, ignorare che ci sono nel territorio anche 300.000 iracheni in fuga dall’Isil e georgiani e armeni giunti per motivi economici.

Secondo Akyol, l’opposizione turca potrebbe vedere nella mossa di Erdogan un tentativo di “importare” voti che gli giungerebbero per gratitudine, rafforzando ulteriormente il proprio potere.

Contro l’annuncio di Erdogan è stato lanciato l’hashtag *#ÜlkemdeSuriyeliİstemiyorum” (non voglio siriani nel mio Paese) che è diventato trending topic su twitter in Turchia.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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