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Il terrorismo uccide anche il turismo. Il caso Turchia (che spera nei russi)

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Il terrorismo uccide anche il turismo. Il caso Turchia (che spera nei russi)

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Illustre e spesso dimenticata vittima degli attentati che stanno insanguinando la Turchia è il turismo. Industria da circa 30 miliardi l’anno, a cui la paura sta chiudendo i rubinetti.

Ad accorgersene e a parlarne, sono ormai gli stessi turisti. Ancora tanti, ma sempre di meno: gli ultimi dati, rilevati a maggio, parlano di una flessione del 35%, la più pronunciata da 22 anni a questa parte.

Due milioni e mezzo, nello stesso mese, quelli che non si sono fatti scoraggiare e che, ancora oggi, dicono di non lasciarsi influenzare dal terrorismo.

Se convivere con la paura sta diventando una necessità, il settore turistico turco non sembra tuttavia aver ancora sviluppato i necessari anticorpi: previsione degli esperti, per il 2016, è un calo dei profitti fino al 40%.

Unico barlume appare al momento la speranza di un ritorno dei russi. Il sì di Putin all’abolizione delle sanzioni che da fine novembre pesavano sul turismo potrebbe riportare in Turchia milioni di vacanzieri ed evitare al settore perdite intorno ai 3 miliardi di euro.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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