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Attentato Istanbul, colpito il simbolo del ponte tra Europa ed Asia

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Attentato Istanbul, colpito il simbolo del ponte tra Europa ed Asia

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L’obiettivo più difficile da colpire, l’aeroporto di Istanbul soggetto a misure di sicurezza estreme, non è sfuggito alla folle determinazione dei criminali. Il triplice attentato kamikaze all’aeroporto internazionale Atatürk ha fatto 36 vittime secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità turche. Oltre 100 le persone rimaste ferite e diverse si trovano in condizioni critiche.

Osman Uçar è sopravvissuto all’attacco ed è testimone degli eventi: “Stavo mettendo le mie 3 valige nella macchina che avvolge i bagagli nel naylon quando ho sentito l’esplosione. La polizia ha detto di restare a terra. L’apparecchio che imballa le valige, fatto di metallo, ci ha protetto dallo scontro a fuoco, perchè eravamo nel mezzo della sparatoria” racconta. “Qualcuno che era a due passi da noi è stato colpito. E poco dopo abbiamo visto esplodere la bomba all’altezza dello scanner a raggi-x per i bagagli a mano. Tutti quelli che erano lì vicino sono morti” dice.

Almeno 3 attentatori sono entrati in azione poco dopo le 22 presso lo scalo che si trova sulla sponda europea della città sul Bosforo. Due dei criminali si sarebbero fatti saltare in aria all’esterno dell’aeroporto, nell’area del parcheggio. Una terza persona, armata di Kalashinikov, ha aperto il fuoco sulla folla all’interno dello scalo prima di farsi esplodere.

Nei minuti seguiti all’attacco una ventina di ambulanze sono giunte sul posto per evacuare i feriti mentre regnava il caos e il panico aveva già messo in fuga centinaia di persone dagli edifici dell’aeroporto. Tutto il traffico aereo in partenza e in arrivo dall’aeroporto è stato sospeso. L’autostrada che porta allo scalo è chiusa al traffico.

L’aeroporto Istanbul-Atatürk è il principale della Turchia e il quinto più grande d’Europa con più di 61 milioni e 300 mila passeggeri in transito nel 2015. Un obiettivo altamente simbolico: lo scalo internazionale della città che rappresenta geograficamente e culturalmente il trait d’union tra Europa e Asia.

“Secondo le indagini condotte dalle nostre forze di sicurezza” ha detto il Premier turco Binali Yildrim recatosi sul luogo della strage “l’attentato è stato messo a punto dall’Isil. Non ci sono state falle nella sicurezza dell’aeroporto. Il fatto che i kamikaze avessero armi da fuoco è stato determinante, aggravando la situazione” ha detto.

L’autoproclamato Stato Islamico dietro alla strage?

L’attentato non ha avuto al momento alcuna rivendicazione ma le autorità di Ankara lo attribuiscono ai militanti dell’autoproclamato Stato Islamico (Isis o Isil nelle differenti denominazioni del gruppo criminale). Nell’ultimo anno la Turchia è stata colpita da 11 attentati terroristici che hanno fatto decine di morti e centinaia di feriti. In nessuno dei casi c‘è stata una rivendicazione da parte dell’Isis che punta in questo modo a lasciare l’incertezza sulle sue capacità di colpire il Paese.

Tuttavia, se verranno confermate dalle indagini, la dinamica e il modus operandi del commando entrato in azione sarebbero compatibili con la firma dell’Isis. Gli spari sulla folla prima e poi l’esplosione kamikaze ricordano in particolare quanto accaduto a Parigi all’interno del Bataclan il 13 novembre dell’anno scorso.

Unanime la condanna da parte di tutti i leader dell’Unione Europea riuniti a Bruxelles per un vertice dedicato alla crisi sulla Brexit. Il Premier italiano Matteo Renzi si è espresso meno di due ore dopo l’accaduto: “Il nostro cuore condivide il dolore del popolo turco per le notizie tragiche che arrivano da Istanbul. Contro il terrorismo, ovunque” ha scritto in un messaggio su Twitter.

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