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Psicodramma a Bruxelles nella discussione su Brexit

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Psicodramma a Bruxelles nella discussione su Brexit

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Durissima seduta al parlamento europeo riunito in seduta plenaria per discutere di Brexit.

Fra i temi sul tappeto l’implementazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona. Il paese membro che decide di recedere, deve notificare tale intenzione al Consiglio europeo. Londra non lo ha ancora fatto. Bruxelles chiede di poter iniziare le discussioni prima possibile, mentre l’esecutivo briannico, con un premier che ha già annunciato le proprie dimissioni e l’intenzione di discutere in ottobre, sembra tergiversare.

Il presidente della commissione Juncker ha ripetuto invece che questa situazione di incertezza non può continuare e deve essere invece chiarificata prima possibile.

Di tutt’altro avviso Nigel Farage che non solo rifiuta di dimettersi dal parlamento europeo fino a quando il lavoro non sarà compiuto, ma che ha anche chiesto “un accordo commerciale ragionevole” e fatto un appello: “Permetteteci di perseguire le nostre ambizioni future nel mondo”. Questo anche se in passato aveva affermato che respingere l’idea di un buon accordo commerciale sarebe stato male per l’Unione europea e non per la Gran Bretagna”.

L’intervento del leader dell’Ukip era stato punteggiato da provocazioni ed interrotto da momenti polemici, in un passaggio Farage ha tra l’altro detto ai colleghi parlamentari: “So che alcuni di voinon hanno mai lavorato
davvero”. Martin Schulz ha interrotto i fischi e le urla di disapprovazione dicendo a Farage che le sue dichiarazioni erano “inaccettabili”.

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