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Brexit, mercati europei a picco. A Londra crolla la sterlina

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Brexit, mercati europei a picco. A Londra crolla la sterlina

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Venerdì nero per i mercati all’indomani del referendum che sancisce l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. I listini mondiali hanno bruciato complessivamente 2.000 miliardi di dollari. E se Londra ha chiuso a -3,15% dopo il tracollo di inizio seduta lo deve solo al fatto che il cambio – la sterlina ha toccato i minimi da 31 anni sul dollaro – potrebbe avvantaggiare gli esportatori britannici. Fanno eccezione le obbligazioni di Londra, il cui rendimento è sceso nonostante la promessa di Standard & Poor’s per un taglio della tripla A.

“Secondo me i giorni critici saranno martedì e mercoledì di settimana prossima”, commenta Ronen Palan, professore presso il dipartimento Politiche internazionali della City University di Londra. “Oggi è venerdì, i mercati chiuderanno per il weekend. Se lunedì, ma soprattutto nei giorni seguenti, i listini continueranno a perdere terreno, allora potremmo ritrovarci di fronte a un vero e proprio ‘momento’ Lehman Brothers“, conclude.

“Settimana prossima vedremo se stiamo attraversando davvero un ‘momento’ Lehman Brothers”

Il FTSE MIB ha fatto addirittura peggio del giorno della bancarotta della banca d’affari americana nel 2008, nonché dell’11 settembre 2001. Con un tonfo del 12,5% Milano è la maglia nera d’Europa. Neanche un titolo in rialzo, con il comparto del credito tartassato dalle vendite: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare e BPM hanno perso tutte più di 22 punti percentuali. Molto male anche le Borse di Madrid (-12,35%) e Parigi (-8,04%).

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