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Brexit, i timori per le conseguenze sull'economia del Regno Unito

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Brexit, i timori per le conseguenze sull'economia del Regno Unito

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Tra gli economisti la sensazione che il Regno Unito si sia appena dato la zappa sui piedi è palpabile. Col voto a favore dell’uscita dall’Unione europea il Paese naviga ufficialmente in acque inesplorate.

La nostra inviata Sarah Chappell ha parlato con Jeremy Cook, capo economista di World First: “Non sappiamo che succederà, ci sarà un’ondata di incertezza per l’economia britannica”, spiega. “Le aziende rivedranno gli investimenti nel Regno Unito. Cioè la creazione di impieghi. Insomma, tutto ciò che sembrava andar bene comincia a scricchiolare”, aggiunge.

Nel primo trimestre la crescita congiunturale è stata dello 0,4%, quella tendenziale del 2,1%. La disoccupazione, oggi al 5%, rappresenta il record minimo da quasi 11 anni, mentre l’inflazione (0,3% a maggio) è più alta rispetto alla media dell’Eurozona.

“Tutto ciò che sembrava andar bene comincia a scricchiolare”

Numeri sicuramente migliori che in altri Paesi del Vecchio Continente, su cui però si staglia ora l’ombra della Brexit: “Nel breve termine – dice Cook – il contraccolpo sulla fiducia di investitori, aziende e consumatori soprattutto suggerisce un restringimento dei cordoni della borsa nei prossimi tre mesi. Difficile non prevedere almeno due, tre o anche quattro trimestri di contrazione. Dunque una recessione è probabile“.

A fare qualche calcolo ci ha già pensato il Fondo monetario internazionale: nel migliore dei casi entro il 2019 il Prodotto interno lordo britannico si ritroverà decurtato dell’1,4%. Nel peggiore dei casi, invece, si parla del 5,6%.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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