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"Se si è fuori, si è fuori": il monito dell'Europa al Regno Unito che si prepara al voto

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"Se si è fuori, si è fuori": il monito dell'Europa al Regno Unito che si prepara al voto

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Una volta fuori, non si torna dentro: è questo il messagggio che i leader europei inviano all’unisono al Regno Unito alla vigilia del referendum sulla Brexit. “Non ci sarà alcun tipo di rinegoziazione”: ha detto il presidente della Commissione dell’Unione Europea Jean-Claude Juncker che ha voluto lanciare un monito a Cameron.

“Abbiamo concluso un accordo (in occasione del Consiglio Europeo del 18 e 19 febbraio a Bruxelles) con il primo ministro David Cameron, il quale ha ottenuto il massimo che poteva ricevere, così come noi abbiamo concesso il massimo possibile. Se si è fuori, si è fuori”, ha detto parlando a margine di un colloquio con il neo-cancelliere austriaco Christian Kern.

Cameron, in caso di permanenza, aveva ipotizzato ulteriori riforme dell’attuale impianto normativo dell’Unione. Pugno duro anche da Hollande che in caso di Brexit intravede “serissimi rischi” legati al mancato accesso di Londra al mercato unico europeo.

“La Francia dopo il voto, se sarà scelta l’uscita dall’Unione Europea, tirerà le debite conclusioni e considererà la scelta di andarsene come irreversibile”.

A far sentire la propria voce contro la Brexit è la Turchia che spera di entrare entro il 2020 nell’Unione Europea. “Vogliamo a tutti i costi che il Regno Unito resti”, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Per valutare gli effetti del voto, a Bruxelles venerdì mattina è previsto un vertice dei leader europei.

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