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A Creta si è aperto il Concilio ortodosso

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A Creta si è aperto il Concilio ortodosso

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Si è aperto, lunedì, a Creta il Concilio ortodosso, il primo dopo lo scisma del 1054 e dopo 50 anni di preparativi.

Dieci le realtà ecclesiali presenti, sotto l’ala del patriarca ecumenico, Bartolomeo I, incaricato della preparazione.

Bartolomeo I, già l’anno scorso, aveva impresso una forte accelerata ai lavori, senza tuttavia trovare un unanime consenso.
E gli strascichi ci sono stati: il Concilio si è aperto malgrado l’assenza di 4 Chiese autocefale, tra cui quella ortodossa russa.

Cosa di non poco conto, visto che il Concilio vuole accantonare definitivamente questa lunga fase di divisioni e, invocando l’unità ortodossa, affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

La missione non è semplice: le chiese ortodosse sono chiamate a scrivere insieme le linee direttrici per i 250 milioni di fedeli su temi come famiglia, diaspora ortodossa, relazioni con il resto del mondo cristiano.

Se su alcuni temi la discussione resta serena su altri le divergenze esplodono. Bartolomeo I, nonostante tutto è sempre andato davanti, anche a costo di restare solo per difendere il suo progetto di unità.

(…)“I cristiani ortodossi non dovrebbero comportarsi come una federazione di chiese, lo abbiamo ripetuto più volte. Siamo un’unica chiesa, un solo corpo le differenze possono essere superate in un concilio”.

Un messaggio indirizzato in modo particolare al patriarca di Mosca, Cirillo, cui fanno capo 130 milioni di fedeli.

E, che incontrando a febbraio a L’Avana papa Francesco, ha lanciato la sua sfida al patriarcato di Costantinopoli, madre spirituale dell’ortodossia dal 1054, anno dello scisma con Roma.

Il Concilio ortodosso si concluderà alla fine della settimana

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