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L'arte fatta coi bossoli, Uribe prende spunto dalla "vita violenta" colombiana

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L'arte fatta coi bossoli, Uribe prende spunto dalla "vita violenta" colombiana

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Da lontano sono semplicemente rappresentazioni di paesaggi o sculture di animali. Ma avvicinandosi si nota che il mezzo per realizzare tutto ciò è assai insolito: bossoli di armi da fuoco.

L’idea è venuta a Federico Uribe, artista colombiano, cresciuto in mezzo al conflitto tra forze governative e i guerriglieri delle Farc. Sempre presente nell’ispirazione della sua arte.

“L’intenzione – ha spiegato Uribe – era di tirar fuori bellezza da questi testimoni di morte. È quello che sto provando a fare. Orribili ricordi sono legati a questi oggetti e io sto cercando di fare qualcosa che faccia scoprire alla gente la bellezza nel dolore. Sentivo il bisogno di farlo”.

Il pluridecennale scontro ha costretto 6,7 milioni di colombiani a lasciare la propria casa. Facendone il secondo Paese per numero di sfollati, dietro la Siria. A 220.000 persone è costato la vita.

Ma non è solo con quel che resta di uno sparo che Uribe ha realizzato le sue opere. Altri oggetti molto più “quotidiani” anche per chi non vive un eterno conflitto sono stati utilizzati.

“Non è solo la novità del mezzo. Non c‘è solo il fatto che sono realizzate con bossoli, o tasti di pianoforte o matite colorate. È che sono fatte veramente bene, sembrano vive, hanno una loro forza vitale”.

La mostra Animali e amici in matite libri e proiettili dell’artista cresciuto a Bogotà e ora di base a Miami può essere visitata alla Adelson gallery di New York, fino alla fine di luglio.

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