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Il reggae svizzero di Jaba and friends

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Il reggae svizzero di Jaba and friends

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La Svizzera non è proprio il primo Paese che viene in mente, se un ritmo in levare comincia a risuonare nelle orecchie. Ma è proprio dalla nazione dei cucù, per la precisione dalla città lacustre di Neuchatel, che arriva Jaba, musicista che da oltre 20 anni bazzica nel reggae. Prima con i Moonraisers, formatisi nel 1992 e il cui ultimo concerto è datato 2011.

L’apice del successo arrivà col singolo Rise up, remixato poi da vari musicisti. La versione più famosa è quella del dj Yves Larock.

Dallo scorso anno col suo progetto Jaba and firends. Le cui note suonate sulle tracce di Bob Marley sono approdate al Gnaoua Music Festival, sulla spiaggia marocchina di Essaouira.

“Ho ascoltato Bob – racconta Jaba – dai 10 ai 16 anni e suonavo lo steel drum. Sono stato ai Caraibi, quindi è una cosa naturale. Può darsi sia stato il reggae a trovare me, non lo so. Sono di base un percussionista quindi, per me, esplorare e valorizzare i differenti ritmi del reggae. Per noi è importante creare un suono che sia veramente reggae”.

Oggi Jaba non vuole essere più frontman. Nella sua band canta ancora, ma preferisce starsene defilato dietro la sua batteria. È un fautore della musica reggae, ma non si considera un adepto del rastafarianesimo. Che nasce come religione, per poi assumere nel tempo connotati differenti che l’hanno legato a doppio filo con la “cultura reggae”.

“Reggae e rasta, per me – spiega Jaba – non sono affatto la stessa cosa. Reggae è la musica che può portare un messaggio. Il rastafari è, piuttosto, un modo di vivere. Io pendo verso il reggae, ma sicuramente do molta importanza ai testi, alla possibilità di smuovere le cose, di far riflettere. È questo che per me è importante”.

Dei Moonraisers non è rimasto solo il leader, in questa nuova avventura altri membri del vecchio gruppo accompagnano Jaba, come il bassista Armando Ribeiro e il chitarrista Thomas Chaillan.

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