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Cosa accade se i britannici se ne vanno?

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Cosa accade se i britannici se ne vanno?

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Il giorno della verità è venerdì. Che cosa succederà se i britannici decideranno davvero di lasciare l’Europa? lo abbiamo chiesto al professor Kevin Featherstone direttore dello European Institute alla London School of Economics.

“Una cosa è chiara. Il voto per una Brexit produrrà molta incertezza sul momento”.

Piazze finanziarie

“Assisteremo ai risultati sui nostri schermi televisivi nel momento in cui apriranno fradualmente i mercati a Hong Kong, Singapore, Tokyo”.

“Molte delle istituzioni finanziarie stanno organizzando i loro propri sondaggi in modo da sapere, prima possibile, quale potrebbe essere il risultato e aprofittarne dal punto di vista finanziario”.

Politica in UK

“Credo che, nel caso di una Brexit, il premier Cameron dovrebbe presentare le proprie dimissioni”.

“Nel caso non potesse lasciare immediatamente l’incarico, credo che sarebbe molto meglio se Cameron invitasse al proprio partito a selezionare un successore. Un processo che comunque porterà via delle settimane”.

“Credo che non sia chiaro chi gli succederà. Ci sono molte alternative che lo riguardano. C‘è anche il dubbio se il partito conservatore resterà unito o meno dopo il voto”.

“Il rischio maggiore è quello rappresentato dai mercati finanziari. Il secondo shock è quello della nostra politica. Quale direzione essa prenderà”.

Il resto d’Europa

 

“Credo che il resto dei nostri partner europei stiano alla finestra attendendo di sapere che cosa, esattamente, il nostro governo chiederà all’Europa. Che tipo di accordo vogliono e che cosa si farà il giorno dopo il referendum. Il Consiglio Europeo avrà un meeting speciale per decidere cosa fare”.

“Ci sono un sacco d’incertezze e credo che dovremo ripensare il tutto in termini strategici e tattici. La migliore opzione per il resto della UE credo sia di attendere di sapere esattamente quello che Londra chiederà”.

“Non è chiaro. Londra avrà molte difficoltà ad avere un chiaro mandato negoziale.”

I tempi

“Una delle cose fondamentali e quella di sapere se il governo britannico attiverà o meno il cosiddetto articolo 50 quando annuncerà ai partner europei la sua intenzione o meno di negoziare un’uscita”.

“Credo che questo annuncio dipenderà dal risultato del referendum. Questo annuncio potrebbe essere ritardato in modo che l’esecutivo possa decidere esattamente quale sia il mandato negoziale e l’Europa possa avere più tempo per rispondere e riflettere su cosa fare”.

“È una situazione molto complessa, incerta e ci sono molti scenari se il Regno Unito se ne va”.

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