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Brexit: le preoccupazioni dei britannici residenti all'estero

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Brexit: le preoccupazioni dei britannici residenti all'estero

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San Fulgencio, una piccola cittadina della provincia di Alicante in Spagna, è un micro cosmo che pullula di cittadini britannici.
Rappresentano circa il 42% dei 10 mila abitanti, la maggior parte ha comprato un appartamento con balcone nel quartiere de La marina.
Hanno deciso di prendere la residenza in Spagna per beneficiare dello stato sociale iberico.

Kate e Dave Lovell hanno fatto questo passo 6 anni fa, cosa che permette a Dave di avere il rimborso di tutte le spese mediche che deve sostenere per curare il diabete.

Grazie alla tessera sanitaria spagnola Dave non deve pagare di tasca sua i 1100 euro di cure mediche.

Cosa accadrà in caso di Brexit?

“Quando arrivai, scoprii di avere il diabete di tipo due, sono stato curato e assistito dal sistema sanitario pubblico, che è gratuito.

Se il Regno Unito fosse stato fuori dall’Europa, avrei dovuto pagare di tasca mia, ticket e visite. Non sappiamo cosa ci attende”.

Kate Lovell:

“Contiamo solo sulla nostra pensione, abbiamo qualche risparmio oltre Manica. Siamo preoccupati anche per l’adeguamento delle pensioni, parlano di bloccarle”.

Si preoccupano delle pensioni anche coloro che hanno lavorato nel Regno Unito e in Spagna. Per Michael si tratta di soli 2 mesi, per Peter di 12 anni.

Peter Prior:

“Sarà complicato il ricongiungimento delle pensioni? E se ritorno in Gran Bretagna posso beneficiare dei contributi versati in Spagna? Al momento, la cosa è lineare, ma con in caso di Brexit, tutto potrebbero cambiare”.

Michael Khalsa:

“È stato facile avere il mio numero di identificazione come straniero e per la sanità pubblica. Avevamo un interprete, ma è stato molto semplice comunque.
Adesso mi preoccupa la possibilità di un’uscita di Londra dall’Unione europea”.

La Brexit potrebbe comportare dei cambiamenti anche per i residenti all’estero, Samantha Hull è consigliere municipale nella cittadina di San Fulgencio per il Partito indipendentista PIPN, Partido Independiente por las Nacionalidades.

Samantha Hull:

“La gente è preoccupata anche dal fatto che forse non avrebbe più diritto di voto nelle elezioni locali. Sappiamo di non avere diritto al voto per le elezioni nazionali, ma potremo continuare a esprimere la nostra preferenza per le consultazioni amministrative?
Vogliamo essere rappresentati a livello municipale”.

I cittadini britannici possono contare sull’agenzia di Sam e Tina per risolvere i problemi della quotidianità spagnola.
Entrambe europeiste convinte, sanno che la consultazione referendaria è cruciale.

Tina Brown:

“Molti credono che il referendum d’oltre Manica non abbia alcuna conseguenza per loro, non capiscono per cosa si voti realmente e quali siano le implicazioni, ma tutti coloro che andranno a votare dicono di votare per restare in Europa”.

César Sempere, euronews:

L’aeroporto di Alicante è un esempio del traffico che vede coinvolti cittadini britannici in questa area. Degli oltre dieci milioni di passeggeri transitati qui l’anno scorso, il 40% venivano d’oltremanica.
La compagnia aerea Ryanair, europeista e consapevole del giro d’affari che rappresentano i britannici residenti all’estero, ha proposto biglietti da 20 euro per qualsiasi destinazione britannica il 22 e il 23 giugno.

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